• 28 Gennaio 2021
  • IL SANTO DEL GIORNO

4 dicembre: San Giovanni Damasceno, dottore della Chiesa

Lo scorso anno abbiamo parlato di santa Barbara che si festeggia oggi, 4 dicembre. La santa è molto popolare grazie al numero dei suoi patronati: vigili del fuoco, marina militare, artificieri, genieri, minatori, architetti.  Oggi, invece vogliamo parlare di un altro grande Santo celebrato sempre il 4 dicembre dalla Chiesa, san Giovanni Damasceno.

Di lui ha scritto papa Benedetto XVI, ribadendo come questo personaggio, vissuto tra il VII e l’VIII secolo, sia stato un “personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina, un grande dottore nella storia della Chiesa universale. Egli è soprattutto un testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriaca, condivisa dalla parte orientale dell’Impero bizantino, alla cultura dell’Islàm, che si fa spazio con le sue conquiste militari nel territorio riconosciuto abitualmente come Medio o Vicino Oriente”.

san giovanni Damasceno

Giovanni, nato in una ricca famiglia cristiana, ancora giovane assume la carica – rivestita forse già dal padre – di responsabile economico del califfato. Ben presto, però, insoddisfatto della vita di corte, matura la scelta monastica, entrando nel monastero di San Saba, vicino a Gerusalemme. Si è intorno all’anno 700. Non allontanandosi mai dal monastero, si dedica con tutte le sue forze all’ascesi e all’attività letteraria, non disdegnando una certa attività pastorale, di cui danno testimonianza soprattutto le sue numerose Omelie.

“La sua memoria liturgica – prosegue Benedetto XVI – è celebrata il 4 dicembre. Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890. Di lui si ricordano in Oriente soprattutto i tre Discorsi contro coloro che calunniano le sante immagini, che furono condannati, dopo la sua morte, dal Concilio iconoclasta di Hieria (754). Questi discorsi, però, furono anche il motivo fondamentale della sua riabilitazione e canonizzazione da parte dei Padri ortodossi convocati nel II Concilio di Nicea (787), settimo ecumenico. In questi testi è possibile rintracciare i primi importanti tentativi teologici di legittimazione della venerazione delle immagini sacre, collegando queste al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio nel seno della Vergine Maria”.

E, ancora: “…L’insegnamento di San Giovanni Damasceno si inserisce nella tradizione della Chiesa universale, la cui dottrina sacramentale prevede che elementi materiali presi dalla natura possano diventare tramite di grazia in virtù dell’invocazione (epiclesis) dello Spirito Santo, accompagnata dalla confessione della vera fede. In collegamento con queste idee di fondo Giovanni Damasceno pone anche la venerazione delle reliquie dei santi, sulla base della convinzione che i santi cristiani, essendo stati resi partecipi della resurrezione di Cristo, non possono essere considerati semplicemente dei ‘morti’…”.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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