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7 agosto: papa San Sisto II e compagni, martiri

Sui primi ani di vita di quello che diventerà papa Sisto II non esiste alcuna documentazione: della sua vita prima dell’elezione è conosciuto solo ciò che riporta il Liber Pontificalis e cioè che era di origini greche. Tale affermazione, però, è probabilmente erronea in quanto deriva dalla falsa convinzione che il papa sia stato il filosofo greco autore delle ‘Sentenze di Sesto‘, una raccolta di 451 proverbi attribuita al filosofo neopitagorico Sesto, ma tradotta in latino da Rufino Turranio (345-411) e diffusa erroneamente sotto il nome di Sisto.

Sisto venne eletto al soglio pontificio alla morte di papa Stefano I: era il 30 agosto 257. Durante il pontificato del suo predecessore, sorse una violenta disputa tra la Chiesa di Roma e le Chiese africane ed asiatiche, riguardo alla riammissione degli eretici e al battesimo da loro amministrato; la polemica rischiò di causare un’insanabile rottura tra Roma e le altre Chiese. A Sisto II va il merito di aver riportato la pace all’interno del mondo cristiano ripristinando le relazioni con le altre Chiese.

Tuttavia, in parziale accordo con la posizione assunta dal suo predecessore, incentivò l’uso romano di riammettere i fedeli alla comunione con la Chiesa mediante l’imposizione delle mani e di ritenere valido il Battesimo da loro amministrato in quanto Ipse est qui baptizat (Egli è colui che battezza).

Il martirio di Sisto II e dei suoi compagni ordinato da Valeriano (Wikipedia)

Poco prima del pontificato di Sisto II, l’imperatore Valeriano pubblicò il suo primo editto di persecuzione, con il quale obbligò i cristiani a partecipare al culto nazionale degli dei pagani e impedì loro di riunirsi nei cimiteri, minacciando con l’esilio o la morte chiunque venisse trovato a disubbidire l’ordine. L’editto costò addirittura la vita a papa Stefano I.

Sisto riuscì inizialmente a compiere le sue funzioni di pastore dei cristiani senza subire interferenze da coloro che dovevano far rispettare l’editto imperiale, ma nei primi giorni di agosto del 258 l’imperatore pubblicò un nuovo editto di persecuzione che costò la vita anche a Sisto. Mentre era seduto sulla sua sedia in procinto di parlare all’assemblea, venne catturato da un manipolo di soldati che lo condussero prima di fronte ad un tribunale per giudicarlo e poi lo condussero nuovamente al cimitero per l’esecuzione. Il suo pontificato durò meno di un anno.

Insieme al papa vennero catturati e giustiziati quattro diaconi: Gennaro, Innocenzo, Magno, e Stefano. Lo stesso giorno altri due diaconi, Felicissimo ed Agapito subirono il martirio. Nella Chiesa cattolica la sua memoria liturgica ricorre il 7 agosto; nella Chiesa greca, invece, il 10 agosto.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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