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8 ottobre: Santa Pelagia, di Antiochia, martire

Pelagia vive nel terzo secolo e viene menzionata da San Giovanni Crisostomo, così come sant’Ambrogio. A 15 anni si trova sola in casa. Vedendosi circondata da assalitori che mirano non solo alla sua fede ma soprattutto alla sua verginità, per difendere la propria purezza preferisce uccidersi, dopo essersi vestita come per andare incontro non alla morte ma al suo sposo.

San Giovanni Crisostomo, involontariamente, ne oscura la fama, raccontando la storia di una ballerina di Antiochia dallo stesso nome, che la gente chiama Margherita, cioè “perla preziosa”, per la rara bellezza del suo volto e per i ricchi ornamenti del suo corpo. Bellezza da cui lo stesso vescovo Nonno trae un insegnamento di tipo spirituale. Le stesse parole del pastore portano questa Pelagia alla conversione e al battesimo. Si reca poi a piedi a Gerusalemme dove vive in una grotta sul Monte degli Ulivi per il resto dei suoi anni.

Santa Pelagia

Il nome Pelagia ricorre con una certa frequenza nel Vicino Oriente dell’epoca. E addirittura ci si imbatte in altre due sante con questo nome che hanno vissuto più o meno nella stessa epoca, una a Tarso, l’altra a Nicopoli.

In ogni vaso, la Pelagia martire, ricordata il giorno 8 ottobre, testimonia in modo insolito la sua fedeltà a Cristo: quando i soldati dell’imperatore si recano alla sua dimora per portarla davanti al tribunale che l’avrebbe sicuramente condannata perché cristiana, Pelagia domanda loro di permetterle di mutarsi d’abito. Avuto il permesso, sale al piano superiore e ben sapendo a quale trattamento indegno sarebbe stato esposto il suo corpo, si uccide gettandosi dalla finestra. La storia di santa Pelagia martire è riportata da sant’Ambrogio nella sua opera De Virginibus indirizzata alla sorella Marcellina

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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