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9 gennaio: Sant’Adriano di Canterbury, abate

Africano di nascita, Adriano di Canterbury vive tra il VII e l’VIII secolo. E’ abate di Nisida, nel Napoletano, quando il papa San Vitaliano lo chiama ad occupare la sede arcivescovile di Canterbury, ma Adriano rifiuta, consigliando di sostituirlo piuttosto con San Teodoro di Tarso, che si rivela poi infatti uno dei più grandi arcivescovi della sede primaziale inglese. Il pontefice accetta, a patto però che Adriano accetti di accompagnarlo quale consigliere ed assistente. Teodoro lo nomina allora abate dell’antico monastero dei Santi Pietro e Paolo, poi reintitolato a Sant’Agostino. Sotto la guida di Adriano e l’influenza di Teodoro esso diviene ben presto uno dei più importanti centri di formazione per molti futuri vescovi ed esercita una notevole influenza sulla cristianità del tempo. Materie di insegnamento sono il latino, il greco, il diritto romano, la Sacra Scrittura ed i Padri della Chiesa.

Portato per le scienze sacre e profane, Adriano coopera con Teodoro all’istituzione di molte altre scuole, insegnando per ben quarant’anni. Sarà anche il maestro di Sant’Aldelmo che lo definirà nei suoi scritti “venerando maestro della mia rude infanzia”.

Adriano muore a Canterbury il 9 gennaio di un anno imprecisato, forse il 710, e riceve sepoltura nel monastero. Quando nel 1091 i lavori di ristrutturazione rendono necessaria la rimozione di numerose tombe, il corpo di Sant’Adriano è rinvenuto incorrotto e profumato. Presso la sua tomba nasce la fama miracolosa che lo contraddistingue per secoli, cosicché il suo nome viene inserito nei calendari inglesi e poi nel Martyrologium Romanum, ove ancora oggi figura nell’anniversario della morte.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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