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Allarme furti: rubano le chiavi di casa in auto e svaligiano gli appartamenti

È una tecnica sempre più diffusa quella di derubare le chiavi di casa dimenticate nel cruscotto dell'auto e risalire all'indirizzo dell'appartamento grazie ai dati inseriti sul libretto di circolazione.

Il periodo di recessione economica legata ai postumi dell’emergenza sanitaria da Coronavirus se da un lato sembra abbia messo in seria difficoltà gran parte del tessuto sociale ed economico italiano non sembra aver sortito alcun effetto ad una categoria che continua imperterrita a fare affari d’oro e che attraverso le proprie malazioni finisce per mettere ancora più in ginocchio onesti cittadini o pensionati che hanno dedicato una vita al lavoro: stiamo parlando della categoria dei ladri.

Tra le nuove “mode del momento” in ambito di furti e furtarelli sembra prendere sempre più piede la tecnica di forzare le portiere delle automobili in sosta nei paraggi di ristoranti, se non addirittura all’interno di parcheggi ad essi dedicati o ad uso esclusivo, per cercare l’eventuale presenza delle chiavi di casa e attraverso il libretto di circolazione del veicolo, anche questo lasciato immancabilmente nel cruscotto, risalire all’indirizzo e ai relativi dati del malcapitato.

L’ennesimo furto è avvenuto domenica scorsa a Torino, a segnalarcelo una nostra lettrice che per l’occasione stava festeggiando la comunione di proprio figlio. Dopo la cerimonia in chiesa, giunti in un ristorante di Orbassano, nel Torinese, tutta la famiglia ha parcheggiato le proprie autovetture in una zona adibita come “parcheggio del ristorante”. Il pranzo si è svolto nel migliore dei modi, fino a quando a rovinare la festa si è verificato un fatto singolare: al rientro in auto uno degli invitati si accorge che all’interno del cruscotto non ci sono più le chiavi di casa.

«Ci fai caso ma nemmeno tanto – ci spiega la lettrice che preferisce rimanere anonima- speri di averle spostate in qualche borsa e mentre ti arrovelli per capire dove le hai lasciate torni a casa, apri la porta con le seconde chiavi, ma ti accorgi che ha solo un mezzo giro, non è chiusa come l’avevi lasciata tu, apri e trovi l’amara sorpresa: casa sottosopra, quella casa che fino a ieri era ‘porto sicuro ’ diviene la sede di un incubo. Qualcuno ha rubato le chiavi mentre eri al ristorante ovvero mentre tu facevi festa, qualcuno la faceva a casa tua.»

Se si da un’occhiata sul web sono sempre più numerosi i casi di furti delle chiavi di casa all’interno di parcheggi custoditi o meno dei ristoranti, soprattutto in occasione di ricorrenze come battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, feste di compleanno o di laurea, per non parlare di cene di Natale o Capodanno. Senza dimenticare di quei furti avvenuti a ridosso delle spiagge, mentre ci si concede qualche ora di relax in riva al mare. Situazioni accomunate da un medesimo particolare molto rilevante: sono occasioni che per terminare necessitano almeno di qualche ora, tempo necessario per effettuare un furto senza la paura che i proprietari di casa rientrino da un momento all’altro.

«Appurato il furto abbiamo chiamato il ristorante – prosegue la donna – per segnalare l’accaduto e la risposta è stata: “Ci spiace ma il parcheggio effettivamente come dice l’insegna è non custodito!”. Tutti autorizzati dunque? Il ristorante se ne lava le mani, i ladri sono giustificati dal fatto che sei tu ad aver lasciato le chiavi, dunque la colpa è tua!E pensare che siamo ad Orbassano, mica nel Bronx o in altri quartieri complicati della città.»

furti chiavi auto

I carabinieri, chiamati dopo l’accaduto per visionare il disastro, hanno confermato che sono episodi che ormai capitano sempre più spesso: “Mai e dico mai lasciare le chiavi di casa in auto proprio per la presenza del libretto in auto che rende l’effrazione molto più semplice.” Come se non bastasse la famiglia si è sentita dire dalle forze dell’ordine: “Vi servirà come esperienza per la prossima volta.”

La testimonianza si conclude con un’interessante riflessione e una domanda: «Basita mi rendo conto che è una società che funziona al contrario dove chi ha subito deve quasi giustificarsi per aver permesso il furto, d’altronde, ti ripeti incredula, se non avessi lasciato le chiavi non sarebbe accaduto. Ma è possibile, mi dico, che il ladro sia giustificato e chi subisce un furto sia quasi considerato il ‘mandante’ dello stesso?»

La speranza della nostra lettrice è che il racconto di questo spiacevole accadimento possa essere di insegnamento ad altre persone e all’intera comunità, ma soprattutto che la notizia possa girare e raggiungere il maggior numero di persone affinché nessun’altro possa vedere tramutata una festa in un momento di sgomento.

Carlo Saccomando

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