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Approvato alla Camera il Ddl contro la violenza sugli operatori sanitari

Ora Fnopi si augura tempi più che rapidi per l’approvazione definitiva al Senato.

Oggi a Montecitorio è arrivato il via libera al disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari: è stato approvato quasi all’unanimità il disegno di legge S. 867 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni“. Il Ddl a questo punto tornerà nuovamente al Senato con alcune modifiche, nella speranza che possa essere approvato in via definitiva nel più breve tempo possibile.

Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata di Roma l‘89,6% degli infermieri è stato vittima, di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro. In base ai dati rilevati si può dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa abbiano subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.

Di tutte le aggressioni (secondo l’Inail) il 46% sono a infermieri e il 6% a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi quelli più soggetti).

violenza operatori sanitari

È una bella notizia che il disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari abbia fatto un ulteriore passo avanti e sia stato approvato dalla Camera”, ha commentato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, dopo l’approvazione alla Camera.

La FNOPI ha da sempre richiesto tolleranza zero verso la violenza e un inasprimento delle pene, ma non solo. Per la nostra Federazione è estremamente positivo ad esempio che si sia voluto mettere ancora di più in rilievo il ruolo dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, una richiesta specifica fatta a suo tempo dalla FNOPI e che, oltre a essere istituito presso il ministero della Salute nostro ministero vigilante, dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne: tra gli infermieri il 78% circa è donna e abbiamo sempre sottolineato la duplice rilevanza che il Ddl contro la violenza riveste sia per i suoi contenuti in se, sia per il fatto che la violenza è indirizzata quasi sempre in modo maggiore proprio verso le donne”.

Bene anche – prosegue la presidente FNOPI – l’aggravio delle pene per lesioni gravi o gravissime  che ora vale non più solo per le aggressioni a danno del personale sanitario o socio-sanitario, ma anche a danno di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso”.

Tra le iniziative più apprezzate da tutta la categoria spicca l’istituzione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza. “Il cittadino non ha chiaro chi si prende cura di lui: deve capirlo che a farlo è l’équipe“, ha sottolineato Mangiacavalli

Ad accogliere la notizia con grande soddisfazione c’è anche il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, che ha ringraziato il Ministro della Salute, Roberto Speranza, “per aver portato il testo all’attenzione della Consulta delle Professioni sanitarie“, le ex ministre della Salute Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin. “La nostra riconoscenza va poi al Parlamento, che ha dimostrato la sua sensibilità – aggiunge -. Questo dimostra come la sicurezza degli operatori sia un tema fondamentale e trasversale a ogni orientamento di parte”.

“Anche in tempo di pandemia, le aggressioni contro i professionisti si sono diradate o hanno cambiato forma, ma non sono cessate: è notizia di ieri quella di un’aggressione, a Cosenza, ai danni di una collega del Pronto Soccorso, cui va la nostra vicinanza – conclude -. L’approvazione del Disegno di Legge è un segnale forte di presa di coscienza del problema da parte della Politica e delle Istituzioni. Confidiamo in una rapida conclusione dell’iter e, soprattutto, nell’inizio di una nuova era della sanità, che consideri il diritto alla sicurezza degli operatori come intrinsecamente legato al diritto alla tutela della salute dei cittadini”.       

Carlo Saccomando

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