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Arcelor Mittal Genova, contestato l’ad Morselli

GENOVA. Non è servito nominare Guido Rossa all’ad Lucia Morselli per evitare i fischi degli operai presenti. Sul piatto oggi ci sono mantenimenti di livello occupazionale e salario e non serve nascondere responsabilità gestionali dietro il nome, o la figura del sindacalista CGIL ucciso dalle Brigate Rosse.

Gli operai dello stabilimento Arcelor Mittal di Genova, presenti in fabbrica per commemorare il sindacalista Guido Rossa, ucciso 41 anni fa dalle Brigate Rosse, hanno abbandonato il luogo della cerimonia appena l’ad di Mittal Lucia Morselli ha iniziato a parlare, dopo averle indirizzato dei fischi di protesta. “Le aziende devono piacerci sempre perché siamo tutti dalla stessa parte. Guido Rossa ha sacrificato la sua vita per un senso di lealtà. Verso cosa? Verso la sua azienda, il suo posto di lavoro che avrà sentito minacciato”, ha detto Morselli. “Mi sono chiesta perché un gesto di così grande coraggio, perché bisogna proteggere le aziende? Io credo perché difendendole si difende la libertà e quando c’è il lavoro ci sentiamo tutti più liberi”. La conclusione dell’intervento è stata accolta da qualche fischio. E’ stato alzato lo striscione ‘Pacta servanda sunt’, in riferimento al rispetto dell’accordo di programma del 2005 firmato con Ilva sul mantenimento dei livelli occupazionali e di salario.

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