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Arrestato sindaco di Scalea: l’accusa è di truffa aggravata

SCALEA. Di questi tempi si fa un gran parlare, spesso a sproposito, di reddito di cittadinanza… Da decenni un questo Paese, sempre meno “bel” si consumano vere e proprie truffe da parte di dipendenti pubblici o cassaintegrati che svolgono un secondo lavoro. Quella del protagonista della syTruffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. Sono i reati contestati a vario titolo dalla Guardia di finanza al sindaco di Scalea, agli arresti domiciliari, e a tre dipendenti dell’A.S.P. di Cosenza, sospesi dal servizio. Le indagini delle fiamme gialle impegnate nell’operazione “Ghost Work”, durate alcuni mesi, hanno consentito di ricostruire “un radicato e consolidato meccanismo di illiceità che ha consentito al sindaco – nella sua qualità di dipendente dell’A.S.P. di Cosenza – con la complicità di tre suoi colleghi, di assentarsi senza alcuna giustificazione dal luogo di lavoro”.

Il sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, impiegato dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, é infatti stato arrestato dalla Guardia di finanza con l’accusa di essersi assentato arbitrariamente dal posto di lavoro, mentre tre dipendenti dell’Asp sono stati sospesi perché sarebbero stati suoi complici. Il primo cittadino, una volta timbrato il cartellino, lasciava l’ufficio e si dedicava allo svolgimento di “quotidiane attività di natura personale”: spesso “attestava falsamente di essersi recato in ‘missione’ per conto dell’ufficio, occupandosi, anche in questo caso, di questioni non attinenti al servizio”.  Nei confronti del primo cittadino i finanzieri della Tenenza di Scalea hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta del Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, e del sostituto procuratore Maurizio De Franchis, che hanno coordinato l’inchiesta. Sarebbero oltre 650 ore di assenze ingiustificate dal posto di lavoro del sindaco Licursi.

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