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Arrestato su procedimento della Digos lo stalker di Giorgia Meloni

ROMA. Arrestato dalla polizia a Trentola Duecenta, in provincia di Caserta, un uomo accusato di aver perseguitato con continui messaggi sui social la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dalla Digos di Roma. Una situazione delicata che, data l’insistenza dell’uomo, ha comportato, inizialmente, alcune modifiche nello stile di vita della deputata. Lo stalker aveva invaso di messaggi l’esponente politico di centrodestra. Le faceva una serie di complimenti e insisteva per poterla incontrare in prima persona. Una condizione intollerabile andata avanti per diverso tempo. Il presidente di FdI, all’inizio, non voleva segnalare l’uomo alle forze dell’ordine. La vicenda è poi degenerata. Perché il persecutore dalle parole è passato ai fatti. L’uomo, originario della Campania, riteneva di essere il padre della figlia della Meloni.

stalker giorgia meloni

Per questo motivo pretendeva di incontrare la Meloni per discutere della cosa. Le aveva inviato un messaggio anticipandole la sua visita nella Capitale. Si era convinto a tal punto da prendere un treno per Roma ed incontrare la deputata. A questo punto sono scattate tutte le misure a tutela della vittima. In pratica gli agenti della polizia ferroviaria hanno atteso l’uomo alla stazione Termini. Una volta sceso dal treno all’uomo è stato chiesto il motivo del suo viaggio a Roma. Lo stalker sulle prime ha cercato di negare, poi gli è stato domandato se era venuto per incontrare la Meloni. L’uomo ha ammesso il motivo della sua visita ed è stato fatto risalire sul treno in direzione di casa. Ad oggi è sorvegliato speciale da parte della polizia ed è indagato per il reato di stalking. Il presidente di FdI non è l’unico esponente politico che vive sulla propria pelle il terrore di una persona ossessionata – come recita l’articolo 612 bis del codice penale – e capace di cagionare un fondato timore per l’incolumità. Stessa storia allucinante per la parlamentare del Pd Maria Elena Boschi. La Boschi, nel novembre del 2016, riceveva decine e decine di mail dal tono minaccioso sulla sua casella postale della Camera dei deputati che avevano imposto un servizio di scorta. Allo stalker era stato prescritto l’obbligo di dimora a Napoli. Misura che aveva infranto andando a Firenze dove si sarebbe tenuta la Leopolda alla presenza della stessa Boschi. Per questo motivo alla fine erano scattati gli arresti domiciliari.

Norbert Ciuccariello

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