Riaprono le richieste per il sostegno psicologico agli studenti: destinatari, colloqui e procedura sulla piattaforma Unica.
Un aiuto per affrontare le difficoltà dell’adolescenza e trovare uno spazio di ascolto. AscoltaMI riapre le richieste dei voucher per l’anno scolastico 2026/2027 e torna a disposizione delle famiglie attraverso la piattaforma Unica. Le domande possono essere presentate dal 15 ottobre, mentre gli incontri con gli psicologi potranno svolgersi dal 28 ottobre 2026 al 31 agosto 2027.
Il servizio porta al centro dell’attenzione un aspetto della vita scolastica che merita spazio accanto a voti, verifiche e programmi: il benessere dei ragazzi. Un confronto con un professionista può offrire l’occasione per parlare delle proprie difficoltà e comprenderle meglio. Per accedere, però, occorre conoscere destinatari, modalità della domanda e passaggi successivi all’assegnazione.
Possono accedere ad AscoltaMI gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio della secondaria di secondo grado. In termini più semplici, il servizio riguarda chi frequenta la terza media, la prima o la seconda superiore. Sono comprese sia le scuole statali sia quelle paritarie.
È una fase che comprende scelte importanti e cambiamenti nelle relazioni, nelle abitudini e nel modo di studiare. Il passaggio alle superiori, in particolare, porta nuovi insegnanti, compagni e richieste di autonomia. La possibilità di avere uno spazio dedicato al confronto riconosce l’importanza di accompagnare questi cambiamenti, senza ridurre l’esperienza scolastica ai risultati delle interrogazioni.
Il beneficio copre un massimo di cinque colloqui individuali online con uno psicologo accreditato. Il primo dura 70 minuti, i successivi 60. L’attività offre ascolto e consulenza non terapeutica: va quindi distinta da una psicoterapia.
Questa distinzione aiuta le famiglie a comprendere che cosa aspettarsi. Lo spazio di ascolto permette di portare domande, difficoltà e vissuti personali all’attenzione di un professionista. Non è un’interrogazione e non richiede al ragazzo di preparare risposte corrette. Il senso dell’incontro è poter raccontare la propria esperienza, con i propri tempi e le proprie parole.
Per gli studenti minorenni la richiesta viene presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Gli eventuali maggiorenni che frequentano le classi interessate possono procedere autonomamente. La domanda si trova nella sezione “Agevolazioni” dell’area privata di Unica.
Durante la procedura vengono richiesti l’accettazione dell’informativa privacy, il consenso informato e, quando presente, il consenso dell’altro genitore. L’assegnazione segue l’ordine cronologico delle domande e dipende dalle risorse disponibili nella regione. Presentare la richiesta, dunque, non equivale ad avere già ottenuto il voucher: bisogna controllarne l’esito sulla piattaforma.
Prima di iniziare è utile dedicare qualche minuto alla lettura delle istruzioni. Un indirizzo email aggiornato e l’accesso funzionante all’area personale aiutano a seguire i passaggi senza perdere comunicazioni. Anche dopo l’invio, la famiglia deve continuare a consultare la propria posizione.
Dal 28 ottobre si può selezionare il professionista. La scelta deve avvenire entro 30 giorni dall’assegnazione del beneficio, altrimenti si perde il voucher. Prima di proseguire, occorre inoltre verificare che lo studente abbia un profilo correttamente attivo su Unica.
Questo controllo è importante perché il colloquio si svolge dall’area personale del ragazzo, nella sezione “Sportello psicologico”. Per chi si registra senza un’identità digitale è prevista anche l’abilitazione da parte della segreteria scolastica. Conviene quindi risolvere eventuali problemi di accesso prima dell’appuntamento.
Il professionista propone gli incontri e il genitore ne conferma la programmazione. Per partecipare servono una connessione stabile e un dispositivo adatto alla videoconferenza. È altrettanto utile scegliere un ambiente tranquillo, dove il ragazzo possa parlare senza continue interruzioni.
La procedura digitale riguarda gli adulti, ma l’esperienza coinvolge prima di tutto lo studente. Per questo è importante spiegare con chiarezza che cosa viene proposto e lasciare spazio alle sue domande. Presentare il colloquio come una punizione per un brutto voto o un comportamento difficile rischia di attribuirgli un significato lontano dalla sua finalità.
Anche il linguaggio conta. Un invito al confronto può partire da una domanda semplice su come il ragazzo sta vivendo la scuola, senza pretendere una risposta immediata. Offrire ascolto significa anche accettare che alcuni pensieri emergano poco alla volta. Il servizio può affiancare questo dialogo, mentre famiglia e scuola mantengono il proprio ruolo educativo.
Per utilizzare AscoltaMI è utile tenere distinti i tre passaggi principali: richiesta del beneficio, scelta dello psicologo e partecipazione agli incontri. Ogni fase richiede attenzione, anche quando la domanda iniziale è andata a buon fine. Il controllo dell’esito e il rispetto dei termini permettono di non perdere un’opportunità già assegnata.
La riapertura dei voucher offre alle famiglie uno strumento concreto per dare spazio al benessere dei figli. Il suo valore parte da un messaggio semplice: le difficoltà meritano ascolto, anche quando non sono facili da spiegare. Conoscere il servizio e parlarne insieme è il primo passo per capire se possa essere utile al ragazzo.