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Aumento pensione di invalidità: chi ne ha diritto e quando il pagamento?

Ecco per chi è previsto l'aumento della pensione di invalidità dai 18 anni in su: l'elenco completo dei beneficiari.

Il Governo, seguendo quanto deciso dalla Corte Costituzionale, ha predisposto e stanziato i fondi necessari all’aumento della pensione per gli invalidi civili totali purché maggiorenni. Cambiando l’età anagrafica dunque che permetteva di diritto di ottenere l’incremento, ossia dai 60 anni ai 18 attuali. Quello che non cambia sono i vecchi limiti di reddito, che sono rimasti i medesimi, e che dopo ricorderemo. Ora è decisamente riduttivo affermare, come si legge su molti media, che l’aumento sarà per tutti di 651,51 perché in realtà l’aumento dipenderà dai singoli casi. Ed inoltre nei 651,51 sono inclusi già i 286,81 euro, dunque l’incremento varierà da 364,70 a 0 in base al reddito.

Nello specifico i limiti di reddito entro cui è possibile ottenere l’aumento sono 8469,63 per gli invalidi non sposati e a 14.447,42 (8469,63 + assegno sociale pari a 5977,79) per quanti siano coniugati. Il reddito famigliare non conta e non si fa riferimento al reddito ISEE. A queste soglie vanno tolti i redditi della persona invalida e nel caso sia sposato del coniuge, oltre a questi deve essere tolta anche la somma di euro 3728,53 (286,81 x 13). Le informazioni specifiche al riguardo sono contenute nella circolare INPS 147 del 11/12/2019 allegato 2 sezione 5.

pensione invalidità

L’aumento è previsto, come ha affermato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa per: “gli invalidi al 100%, a partire dai 18 anni, così come agli inabili, ai sordi e ai ciechi assoluti”. Nel Decreto Agosto dal titolo Modifiche all’art 38 della legge n 444 del 2011, arriva la conferma, relativamente all’aumento, e si legge: “In merito ai benefici incrementativi delle pensioni in favore dei soggetti disagiati, di cui all’art 38 della legge n 448 del 2001, le parole ‘i età pari o superiore a sessant’anni’ sono sostituite dalle seguenti: ‘di età superiore ai diciotto anni’. Gli oneri derivanti dall’estensione della platea dei beneficiari sono 132 milioni di euro per l’anno 2020 e 400 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.

Il sito Pensioni per tutti che da mesi cerca di comprendere a fondo la questione, che lascia ancora moltissimi dubbi sui potenziali beneficiari, chiarisce altresì, intervistando il segretario Nazionale dello Spi Cgil (è possibile trovare in questo link l’intervista completa), che avranno diritto all’aumento anche quanti hanno già ricevuto la maggiorazione di 10,33 euro e dunque percepiscono già oggi 297,14 anziché i 286,81 generalmente menzionati , questi invalidi, assicura Atti,certamente avranno diritto all’aumento, fino a concorrenza dei limiti di reddito.

Sono due le domande che in molti attualmente si stanno ponendo: 1) quando arriverà il tanto atteso aumento e 2) questo sarà retroattivo? La sentenza non avrà effetto retroattivo i beneficiari avranno diritto all’aumento dal 22 luglio 2020, data di pubblicazione della sentenza in Gu, gli arretrati, relativi ai pochi giorni di luglio ed agosto, dovrebbero dunque essere corrisposti nella prima erogazione. Sarà però unicamente la circolare attuativa dell’Inps, che ancora manca, a indicare data e modalità di erogazione dell’assegno.

Al momento non deve dunque destare eccessiva preoccupazione il fatto che gli invalidi al 100% che ne avevano diritto, non abbiano ancora ricevuto la maggiorazione nella pensione di settembre. Chi rientrerà tra i beneficiari, riceverà il tanto atteso aumento, nella misura spettante in base ai singoli casi e alla propria posizione reddituale personale e/o coniugale , non appena verrà emanata la circolare Inps.  Si confida l’ente di previdenza riesca quanto prima a completare l’iter per poter dare così avvio all’aumento effettivo delle pensioni di invalidità. 

Carlo Saccomando

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