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Autostrade: M5s e Pd spingono per la revoca della concessione

Le due principali forze del governo giallorosso, ovvero Movimento 5 stelle e Partito democratico, sembrano pensarla alla stessa maniera per quello che riguarda il futuro di Autostrade per l’Italia. Il movimento pentastellato sin dal 14 agosto 2018, data impressa indelebilmente nella mente e nel cuore di tutti gli italiani a causa del tragico crollo del ponte Morandi a Genova, spinge per la revoca delle concessioni alla società controllata dal gruppo Atlantia.

Una posizione dalla quale il partito guidato da Luigi Di Maio non sembra smuoversi, sopratutto a fronte del recente crollo del viadotto sulla A26, che per fortuna in questo caso non ha causato morti come successo a Genova. “Si va verso la revoca delle concessioni autostradali – dice il capo politico M5s a Radio Anch’io – bisogna togliere a questi signori la concessione il prima possibile dopo che hanno preso i nostri soldi per i pedaggi senza fare la manutenzione delle strutture“.

Direzione confermata ai microfoni di Radio Capital dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che nel corso del programma “Circo Massimo” ha affermato: “Il sistema delle concessioni autostradali va rivisto. Credo che ci siano diversi modelli possibili per la gestione delle autostrade e che vadano applicati in modo sano sui diversi territori“. Prendendo ad esempio Autovie Venete ha sottolineato come ci possa essere la possibilità di prendere ad esempio “un modello virtuoso” gestito “al 100% in house“. “Non sono favorevole che tutta la gestione di 3.000 chilometri vada ad un unico soggetto“, ha aggiunto indicando come possibile soluzione quella di modelli “infraregionali“.

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Stefano Patuanelli (Twitter)

Anche il Partito democratico sembra intenzionato a seguire la linea tracciata dai pentastellati, soprattutto dopo l’incontro chiarificatore tra ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli (esponente Pd) , e Roberto Tomasi, nuovo amministratore delegato di Aspi. Un colloquio dal quale sono emerse due visioni completamente opposte: da un lato la titolare del Mit ha chiesto una sorta di risarcimento simbolico per gli italiani a fronte delle decine di morti e dei disagi causati da quantificarsi nell’abbassamento delle tariffe dei pedaggi e rendere gratuiti alcuni tratti della rete oggi a pagamento. Dall’altro Aspi ha seccamente rifiutato la proposta, senza alcuna possibilità di trattare e preferendo di fatto aprire un contenzioso. L’ad di Autostrade nel corso di un’intervista rilasciata a ‘La Stampa‘ ha affermato di non cercare scuse e che la società sarebbe pronta “ad effettuare ogni verifica“, ma ha voluto sottolineare che “i ponti sono sicuri“.

Un’affermazione, quest’ultima, della quale gran parte degli italiani avranno sicuramente qualcosa da ridire.

Norbert Ciuccariello

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