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Bari, caso sospetto di coronavirus: le prime analisi escludono il contagio

In base agli esami microbiologici effettuati è stata individuata una positività per Micoplasma. Tale diagnosi è clinicamente compatibile con la sintomatologia presentata dalla paziente e non dissimile dalla malattia causata dal coronavirus. Si resta in attesa comunque degli ulteriori accertamenti in corso per la precisazione diagnostica definitiva”. Lo ha affermato l’Azienda Policlinico di Bari in riferimento al sospetto caso di coronavirus 2019-nCoV riguardante la paziente ricoverata nella struttura sanitaria del capoluogo pugliese.

I primi riscontri avrebbero infatti escluso che la donna, una cantante della provincia di Bari, appena rientrata da un tour che aveva toccato varie località Oriente tra cui la zona di Wuhan, possa essere stata contagiata dal coronavirus. All’arrivo al pronto soccorso i sanitari avevano riscontrato alcuni sintomi apparentemente simili alla patologia mal di testa, febbre e tosse. Le analisi sono pero’ ancora in corso e i campioni sono stati inviati all’Istituto Spallanzani di Roma per la conferma definitiva.

La situazione in Cina

Intanto in Cina è stato dato l’annuncio della seconda vittima del coronavirus fuori dall’area dell’epicentro: una persona è morta nella provincia di Heilongjiang, al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città da cui è partito il focolaio infettivo e dove si hanno avuto più morti. Il bilancio delle vittime sale così ad un totale di 26. Un altro caso di contagio è stato annunciato a Hebei, la provincia che circonda Pechino. Le autorità hanno bloccato i trasporti in nove città.

Le autorità cinesi hanno reso noto che i casi di contagio accertati sono saliti a 830, mentre la commissione sanitaria nazionale ha aggiunto che i casi
sospetti al momento sono 1.072. Per questo motivo i trasporti pubblici sono stati bloccati in nove città, una misura che coinvolge circa 32 milioni di cittadini bloccati nel Paese a seguito dell’epidemia.

Le dichiarazioni dell’Oms

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) al termine della riunione del comitato ha affermato: “Non e’ il tempo di dichiarare l’emergenza internazionale.” Mentre a Ginevra il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus al termine di un’altra riunione del Comitato d’emergenza ha dichiarato: “Sappiamo che esiste una trasmissione da uomo a uomo in Cina, ma per ora sembra limitata a gruppi familiari e operatori sanitari. Al momento, non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina. Ciò non significa che non accadrà“.

Carlo Saccomando

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