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Beirut, proteste contro il governo: lacrimogeni contro i manifestanti

Il bilancio delle violente esplosioni al porto parla di 157 morti e 5mila feriti, mentre gli sfollati sono circa 300mila.

La scorsa notte, in quella che fino a qualche tempo fa veniva considerata la Montecarlo araba, è scoppiata una violenta protesta: decine di dimostranti libanesi sono scesi in piazza per manifestare contro la cattiva gestione del governo a seguito della devastante esplosione che ha distrutto quasi metà della capitale, causando centinaia di vittime e migliaia di feriti.

La Bbc online racconta di scontri tra manifestanti antigovernativi e la polizia nei pressi del Parlamento, nel cuore della capitale, una situazione che ha costretto le forze di sicurezza all’utilizzo dei lacrimogeni per cercare disperdere la folla. Secondo l’agenzia libanese Nna, che parla di diversi feriti, i manifestanti hanno lanciato pietre e sassi contro gli agenti. La protesta si è scatenata poche ore dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron. Nella giornata di sabato è prevista un’altra imponente manifestazione antigovernativa legata anche alla crisi economica che sta vivendo il Libano

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Intanto è salito ad almeno 157 morti e 5mila feriti il bilancio delle esplosioni nel porto, mentre si stima che le persone sfollate siano circa 300mila. Per quanto riguarda l’indagine sulle esplosioni è stato disposto l’arresto di 16 persone, tutti responsabili dello stoccaggio al porto. Tra queste c’è anche il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem.

Sul fronte italiano ieri alcune fonti della Farnesina, che stanno monitorando in tempo reale la situazione insieme all’ambasciata d’Italia a Beirut, hanno confermato che una cittadina di 92 anni è rimasta vittima dell’esplosione, mentre almeno dieci cittadini italiani avrebbero riportato lievi ferite.

Carlo Saccomando

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