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Ben Vivere: Bolzano città ideale, maglia nera Crotone

MILANO. Il quotidiano Avvenire è uscito oggi con uno speciale dedicato ai risultati inediti della ricerca Ben Vivere: l’Avvenire dei territori che hanno portato a stilare una classifica delle città italiane. Classifica che tiene conto della qualità dei servizi alla persona, la possibilità di dar vita a nuove iniziative economiche, l’offerta formativa, la salvaguardia dell’ambiente, la capacità di accogliere e tutelare la vita nelle sue varie forme. Aspetti che i recenti studi su soddisfazione e senso della vita dimostrano essere fondamentali e che vanno ben oltre i fattori quali la ricchezza pro-capite, lo sviluppo economico e le opportunità occupazionali che generalmente vengono presi in considerazione in studi di questo tipo. Il gruppo di ricerca è stato coordinato da Leonardo Becchetti (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Luigino Bruni (Università Lumsa) e Vittorio Pelligra (Università di Cagliari).

Una veduta di Bolzano, in alto piazza Walther

Grazie a questo approccio è stata elaborata una mappa delle città italiane in cui nuovi paradigmi e nuovi indicatori danno un quadro alternativo sullo stato di salute del Paese e in cui si ridisegna la geografia delle città e dei territori dove non solo si vive meglio, ma si costruisce, forse, l’unico futuro possibile. La ricerca verrà presentata proprio oggi a Firenze al Festival dell’Economia Civile di Firenze durante l’incontro “Non solo Pil. Persone, felicità e futuro” moderato dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che sarà affiancato nell’illustrarla dal caporedattore centrale, Francesco Riccardi.

In testa alle città realmente ideali c’è Bolzano, seguita da Trento, Pordenone e Firenze. Al quinto posto Parma, al sesto Pisa. Milano tra le grandi città è l’unica che si piazza in ottima posizione al settimo posto, seguita da Bologna, Gorizia e Udine. Bene Modena, all’undicesimo posto, seguita da Ravenna e Prato. Tanti i centri medi che occupano ottime postazioni in questa speciale classifica. Roma si pone al quarantesimo posto, Torino è quarantaduesimo, Palermo al novantatreesimo.

Sono tanti gli spunti di riflessione che possono emergere anche solo da una prima lettura della classifica. In generale, i centri medi sembrano offrire una qualità complessiva migliore, come se le grandi metropoli pur ricchissime di opportunità pagassero il prezzo della maggiore densità in termini di peggiore qualità ambientale e minore attenzione alle relazioni.

“Non ci interessa assegnare un qualche primato a uno o all’altro dei territori italiani – ci tiene a sottolineare Tarquinio –, ma mettere a disposizione uno strumento che permetta di valutare da diversi punti di vista, cioè di forza o di debolezza a causa delle scelte della politica e delle iniziative o delle inazioni dei residenti, ciò che concretamente e responsabilmente qualifica la vita delle nostre città e dei loro circondari. Ovviamente ci sarà anche una classifica, anzi tre, e accanto alle classifiche una spazio interattivo che consentirà a ciascuno di scoprire dove le sue specifiche attese hanno avvenire. Meglio: un Avvenire con la A maiuscola”.

Firenze in graduatoria è al quarto posto

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