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Boccia: “Le ordinanze regionali devono essere coerenti con il Dpcm”

Propongo un metodo: ordinanze regionali coerenti con il Dpcm“: così il ministro Francesco Boccia in videoconferenza alle Regioni, secondo quanto si apprende da fonti interne. “Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure). Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta“.

Secondo quanto si apprende dalla riunione Boccia ha improntato il dibattito sul piano costruttivo ed ha spiegato che sarebbe una soluzione condivisa quella di inviare una lettera ‘di ammonimento’ nel caso in cui una regione violi un’ordinanza rispetto alla tutela della salute, se questa non venisse modificata si trasformerebbe in diffida. Il ministro ha specificato che prima di procedere con eventuali impugnative è pronto al confronto preventivo, perché è necessario lavorare in un clima di grande collaborazione.

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 Il ministro Francesco Boccia (Twitter)

Dopo la cosiddetta ‘Fase Due’, che inizierà dal 4 maggio, Boccia ha aperto alla possibilità di scelte differenziate tra Regioni, se non addirittura tra microaree del Paese. In base al monitoraggio dal 4 al 18 maggio verranno analizzati i dati delle curve epidemiologiche e nel caso in cui sia necessario verranno chiusi i rubinetti laddove la situazione sia a rischio. Il principio da seguire è “contagi giù uguale più aperture e viceversa“. Una volta “definito il monitoraggio si potrà procedere a differenziazioni.” ha aggiunto. 

È molto importante dare un segnale di unità. Se non siamo uniti noi non possiamo chiederlo ai cittadini. Ci vogliono unità, serietà e responsabilità” avrebbe detto il ministro ai presidenti delle Regioni, perché l’obiettivo principale rimane “sempre quello della tutela dei cittadini“.

Norbert Ciuccariello

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