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Bonus Inps ai parlamentari, continua la caccia ai nomi

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, potrebbe essere chiamato a riferire in Parlamento, in audizione secretata, per rivelare i nomi degli onorevoli che hanno richiesto il bonus.

Continua la caccia serrata ai nomi dei parlamentari che avrebbero fatto richiesta del bonus Inps da 600 euro per i titolari di partite Iva. Secondo alcune indiscrezioni sarebbero cinque gli onorevoli che ne avrebbero fatto richiesta, ma solo in tre avrebbero visto accettarsi la richiesta e di conseguenza avrebbero incassato il bonus.

Oltre i cosiddetti ‘furbetti del bonus’ sotto l’occhio del ciclone è finito suo malgrado anche il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, accusato di aver effettuato la presunta “soffiata” ad alcune alte cariche del Movimento 5 stelle. In questi giorni si è provato ad ipotizzare a quale schieramento appartenessero i deputati coinvolti: si fanno sempre più ricorrenti le voci secondo cui i richiedenti possano far parte delle fila della Lega e del M5s.

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Pasquale Tridico, presidente dell’Inps

I nomi dei soggetti coinvolti potrebbero però presto venire alla luce, anche per evitare che l’unico a pagare il conto del caos mediatico provocato dalla notizia sia proprio il presidente dell’Inps. Per evitare di violare le garanzie di privacy il responsabile dell’Istituto potrebbe essere chiamato a riferire in Parlamento, nell’ambito di una audizione secretata in Commissione Lavoro.La presidente Debora Serracchiani per ora assicura che non risultato richieste di convocazione dell’organismo ma già il deputato di Italia Viva, Gianfranco Librandi ha annunciato la sua intenzione di farlo.

Mentre si tira fuori Italia Viva, in un primo momento di era ipotizzato un coinvolgimento di un suo eletto, che minaccia querele. “Questo modo di fare servizio pubblico da parte dell’Inps è barbaro“, è il commento del presidente di Iv Ettore Rosato che annuncia: “Nessun nostro parlamentare ha ricevuto il bonus. Sarà nostra cura difenderci in tutte le sedi da chi sostiene il contrario“.

Inoltre fonti interne al Carroccio veneto confermano che due consiglieri regionali della Lega e il vicepresidente della giunta del Veneto risultano tra coloro che hanno chiesto il bonus autonomi all’Inps. Si tratta dei consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e del vice presidente della giunta Gianluca Forcolin. Barbisan dopo aver ottenuto il bonus ha prodotto documenti che attestano l’immediata devoluzione della somma in beneficenza. Ma si vocifera che oltre la numerosa schiera di consiglieri comunali, regionali e amministratori locali siano coinvolti anche alcuni presidenti di Regione.

Marialuisa Gnecchi, vicepresidente dell’Inps (Facebook)

Sul tema è intervenuta anche la vicepresidente dell’Inps, Marialuisa Gnecchi, che nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha asserito: “Io i nomi non li so e se li sapessi non li direi”, ma bisogna riflettere su come sono stati costruiti questi bonus e soprattutto sulle correzioni possibili“. Secondo Gnecchi l’errore è stato compiuto alla base perché se la legge prevede che il bonus della essere erogato “l’Inps non può fare altro che procedere”.

E aggiunge che caso specifico della richiesta da parte dei parlamentari il problema è “di etica e responsabilità individuale“. La speranza da parte della numero due dell’istituto previdenziale è che “questo caso serva a far riflettere su come sono stati costruiti questi bonus e soprattutto sulle correzioni possibili“.

Carlo Saccomando

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