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Campi elettromagnetici: come evitarli, utilizzando al meglio il cellulare

BOLZANO. La sempre più frequente sovraesposizione ai campi elettromagnetici, attraverso l’uso di cellulari e tablet, ha portato l’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog ad appellarsi, e con una sentenza il Tar del Lazio (ricorso numero di registro generale 8373 del 2018, pubblicazione 15 gennaio 2019) ha imposto ai ministeri competenti di attuare una campagna informativa per dare “[…] indicazione delle modalità d’uso e dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi all’uso di telefoni cellulari e cordless”.

I dati che riporta l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige riguardano proprio le radiazioni e la salute dell’uomo. «Soprattutto in casa e dove è disponibile, è preferibile la rete Wi-Fi. Le antenne Wi-Fi, infatti, emettono onde elettromagnetiche per 0,1 Watt di potenza contro i 3000 Watt delle antenne della rete mobile”, sostiene Luca Verdi, direttore del laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia. Ciò significa che l’uso del Wi-Fi diminuisce drasticamente l’inquinamento elettromagnetico.

L’utilizzo domestico dei cellulari, ad esempio, aumenta l’impatto elettromagnetico all’interno delle abitazioni se ci si affida alla rete cellulare, in quanto negli ambienti chiusi, come anche in treno, o in macchina,
la qualità del segnale mobile è scadente, quindi il ripetitore e il telefono tendono ad aumentare la potenza per garantire il collegamento, incrementando i campi elettromagnetici.

Un minor carico della rete cellulare vuol dire un minore inquinamento elettromagnetico, e ciò è importante per il benessere fisico delle persone, e in particolare dei bambini, i quali, essendo in fase di crescita, assorbono maggiormente le radiazioni attraverso il corpo.

Risulta utile, pertanto, seguire alcuni consigli pratici, per evitare un’esposizione eccessiva e dannosa ai campi elettromagnetici, quali: non tenere il cellulare a contatto con il corpo, in camera da letto acceso e vicino alla testa quando si dorme, e non usarlo quando c’è poco segnale; meglio usare la linea fissa; prediligere l’auricolare col filo, o il vivavoce per parlare al cellulare; alternare l’orecchio in chiamata, facendola durare non più di cinque minuti; essere consapevoli che l’inquinamento elettromagnetico scompare spegnendo il cellulare.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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