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Caos Procure, rinviata a settembre l’udienza disciplinare per Palamara

Il rinvio al 15 settembre è stato stabilito a seguito dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento presentata dal legale dell'ex presidente dell'Anm.

È stata rinviata al prossimo 15 settembre l’udienza del procedimento che vede imputato Luca Palamara davanti alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Il rinvio è stato deciso a seguito dell’istanza di rinvio per legittimo impedimento richiesta dal legale dell’ex presidente dell’Anm, il magistrato di Cassazione Stefano Giaime Guizzi, e all’istanza di ricusazione presentata contro il togato Piercamillo Davigo, quest’ultimo accusato di pregiudizi colpevolisti.

Palamara aveva chiesto l’astensione di Davigo in quanto viene citato come teste del suo incontro con l’ex pm di Roma Stefano Fava, autore di un esposto contro l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e contro l’aggiunto Paolo Ielo, per presunte anomalie che, a suo dire, influivano sul caso Amara, di cui lo stesso Fava era pm.

Il collegio della sezione disciplinare è stato presieduto dal laico della Lega Emanuele Basile, in sostituzione di Fulvio Gigliotti (M5S) e formato da Filippo Donati (M5S), Elisabetta Chinaglia (Area), Paola Braggion e Antonio D’Amato (Mi) e Piercamillo Davigo.

luca palamara
Piercamillo Davigo

Oggi davanti al Csm era presente anche Cosimo Ferri, magistrato in aspettativa e attuale deputato di Italia viva, e 5 ex togati del Csm, Luigi Spina, Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli. Secondo la procura di Perugia sarebbero stati tutti parte attiva nel corso dell’incontro che ha avuto luogo all’hotel Champagne di Roma il 9 maggio dello scorso anno, occasione nella quale, insieme all’ex ministro per lo Sport Luca Lotti, si discusse delle nomine ai vertici di alcune importanti procure italiane, tra cui sopratutto quella di Roma. L’episodio emerso da alcune intercettazioni che hanno dato il via alla bufera che ha travolto la magistratura italiana nell’ultimo periodo.

Gravi le accuse mosse dal pg della Cassazione, Giovanni Salvi, nei confronti di Palamara e degli altri sei magistrati a processo: si parte da comportamenti gravemente scorretti e inottemperanti ai doveri di riserbo alla messa in atto di una strategia di discredito volta a danneggiare i colleghi, passando per influenze occulte sulle carriere dei magistrati sulle nomine dei magistrati a interferenze sulle attività del Csm.

Carlo Saccomando

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