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Chiara Danese, teste chiave del ‘Ruby ter’, piange in aula

Dopo nove anni sto lottando perché la gente mi ha messo un’etichetta che è difficile da togliere.” Queste le parole amare di Chiara Danese, una delle testimoni chiave al processo ‘Ruby ter‘, che vede imputato Silvio Berlusconi ed altre 28 persone per corruzione in atti giudiziari.

La 27enne in un precedente dibattito aveva dichiarato davanti ai giudici di aver partecipato ad una sola serata nella famosa villa di Arcore e di essere andata via anzitempo insieme ad Ambra Battilana perché “perché mi sentivo male, mi sentivo a disagio“.

Oggi è tornata in aula per raccontare i dettagli di quella cosiddetta “cena elegante” e di come la sua vita sia cambiata in peggio: “mi ha rovinato la vita perché la gente si è fatta un’idea basandosi sui giornali e io vengo considerata una escort. Sono stata vittima di bullismo, per un lungo periodo non uscivo di casa, sono andata in depressione, ho sofferto anche di anoressia. E’ stato difficile, ho sofferto tanto e ora sono in cura, prendo dei farmaci per affrontare la situazione“.

chiara danese
Chiara Danese (Twitter)

A nove anni di distanza dai fatti, all’epoca era poco più che maggiorenne, la ragazza racconta di come si sia fatta abbindolare ingenuamente da Emilio Fede, che le aveva promesso un posto come ‘meteorina‘, con uno stipendio da 5mila euro a settimana.

Danese racconta anche dell’incontro primo e unico incontro con il leader di Forza Italia: “Non lo conoscevo, avevo solo 18 anni e per me erano più famosi Emilio Fede e le ragazze di Colorado. Mi sentivo importante quella sera. Berlusconi portava un vassoio con degli anelli diversi, alcuni con sopra dei fiori altri con pietre colorate“. Durante la cena l’ex premier forzista era protagonista assoluto della serata: “…cantava, raccontava barzellette, le ragazze ridevano e scherzavano con lui. Io non ridevo perché la maggior parte erano sconce, Fede mi dava delle pacche per farmi ridere, noi eravamo le ospiti quella sera e cercavano di coinvolgerci. C’erano delle canzoni dedicate a lui come ‘meno male che Silvio c’è’. L’ultima barzelletta era sul bunga-bunga“.

Emilio Fede

Dopo la barzelletta sconcia si passa ai fatti, con il momento della statua di Priamo: “con il fallo che si muoveva, le ragazze simulano il rapporto orale. Io ho iniziato un po’ a spaventarmi e mi sono preoccupata. Berlusconi baciava in bocca le ragazze, lo chiamavano papi, io l’ho considerato volgare“.

Infine il racconto del dopo cena: ” in una sala con luci blu e rosse, con un palo al centro e dei divanetti bianchi intorno al palo, da una parte c’era il deejay. Iniziarono a entrare ragazze vestite da infermierina a ballare in modo provocante anche lì sembrava che erano tutto normale. Poi arriva il balletto di Nicole Minetti è vestita e balla in modo provocante, poi rimase solo con i sandali, nuda. Si fece baciare il seno da Fede e Berlusconi”, ha concluso la teste.

Carlo Saccomando

   

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