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Come calcolare l’impatto ambientale di un pasto

MioEcoMenu è un sito che ci consente di calcolare le risorse che si spendono in termini di deforestazione, consumo d’acqua, effetto serra e persone in più che si possono nutrire, sulla base di quanto consumiamo ogni giorno

Esiste un modo per ridurre l’effetto che il consumo alimentare produce sull’ambiente, denominato MioEcoMenu. Si tratta di un elaborato, trovabile come sito online, della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, formata da specialisti delle scienze nell’ambito dell’alimentazione umana a base vegetale, grazie al quale è possibile conoscere, attraverso un calcolo, l’impatto ambientale del proprio menù giornaliero, inserendo nella ricerca la quantità dei cibi consumati ogni giorno. Inoltre, verificare il range di carboidrati, proteine, grassi che andrebbero assunti, è utile per mantenere una buona salute.

Passando al confronto tra il proprio nutrimento e quello medio onnivoro, o medio vegetale, i dati rivelano graficamente, e con numeri alla mano, risultati sull’impatto totale, le risorse che si spendono in termini di persone in più che si possono nutrire, la deforestazione, il consumo d’acqua, l’effetto serra. Tutto questo porta a comprendere ciò che è ormai risaputo da tempo, e cioè che si producono corpose emissioni di inquinanti da parte dell’industria alimentare, perché la produzione di cibi animali necessita mediamente dieci volte di più acqua rispetto a quella vegetale, inquina le falde acquifere in misura maggiore, e contribuisce ad aumentare l’effetto serra.

Uno studio pubblicato su Global Biogeochemical Cycles, l’organo ufficiale dei geofisici americani, dai ricercatori del Royal Holloway dell’Università di Londra dichiara infatti che i milioni di bovini presenti sulla terra emettono quantità di metano che alterano le concentrazioni di questo gas nell’atmosfera, facendo salire le temperature. Al fine di contenere il surriscaldamento globale, è necessario intervenire sugli allevamenti intensivi,riducendo quindi il consumo di carne, la cui conseguenza si traduce in salvaguardia dell’ambiente naturale, abitando un pianeta più sano, e garantendo la sopravvivenza di animali selvatici, e la biodiversità.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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