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Con un tumore al quarto stadio scala l’Aconcagua

NEW YORK. Isabella de la Houssaye è una donna di 55 anni. Non fuma, non beve e ha uno stile di vita incredibilmente attivo eppure, nel gennaio dello scorso anno, ha ricevuto una notizia tremenda, quella di di avere un tumore al polmone al quarto stadio. Dalla scoperta della malattia, la donna ha completato una cinquantina di maratone e ha corso nei Campionati Ironman. Ma non solo. Ha pure voluto intraprendere un’avventura da ricordare con ciascuno dei suoi figli per spingerli al limite e insegnare loro “gioia e sofferenza allo stesso tempo”. Quella di scalare nientemeno che l’Aconcagua. E lo ha datto assieme a Bella, 22 anni, l’unica figlia femmina dei cinque suoi ragazzi. Nella loro avventura mamma e figlia sono state seguite da due guide, da una reporter e da un fotografo del New York Times che hanno raccontato le tappe del viaggio. Insieme le due donne hanno scalato la difficile vetta sulle Ande argentine, la più alta di tutto l’emisfero meridionale e tra le sette montagne considerate più impegnative al mondo.

A sinistra, Isabella de la Houssaye, 55 anni

La scalata alla montagna è durata circa due settimane con temperature anche -40 gradi. Le cure per il cancro e l’indebolimento hanno reso più difficile la respirazione di Isabella che ad alta quota ha duvuto affrontare diverse altre sfide: la fatica a mangiare a causa della nausea, la preoccupazione di cadere perché le sue ossa erano diventate fragili, la maggiore suscettibilità alle temperature gelide. In cima (6962 metri), madre e figlia si sono strette in un abbraccio e sono scese anche le lacrime. “Le montagne – ha spiegato Isabella al New York Times – hanno sempre il potere di farmi emozionare al punto di piangere”.

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