• 23 Gennaio 2021
  • ECONOMIA

Confcommercio lancia l’allarme: “Nel 2020 chiuse oltre 390mila imprese”

Sono numeri ‘impietosi’ quelli forniti dall’Ufficio Studi di Confcommercio nella sua analisi sulle chiusure delle attività nel 2020: l’effetto combinato dell’epidemia da Covid e il conseguente crollo dei consumi pari al 10,8% (si tratta di una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019) porta a stimare la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato. Un fenomeno che non può essere compensato dalle 85mila nuove aperture.

La riduzione del tessuto produttivo nei settori considerati ammonterebbe a quasi 305mila imprese (-11,3%), di queste sarebbero 240mila quelle scomparse esclusivamente a causa della pandemia.

L’emergenza sanitaria, con tutte le conseguenze che ne sono derivate, restrizioni e chiusure obbligatorie incluse, ha acuito drasticamente il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%).

chiuse imprese
(Confommercio)

I “numeri” delle chiusure

Delle 240mila imprese “sparite” dal mercato a causa della pandemia, 225mila si perdono per un eccesso di mortalità e 15mila per un deficit di natalità. Una riduzione del tessuto produttivo che risulta particolarmente accentuata tra i servizi di mercato, che si riducono del 13,8% rispetto al 2019, mentre nel commercio rimane più contenuta, ma comunque elevata, e pari all’8,3%.

Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.

Alla perdita di imprese va poi aggiunta anche quella relativa ai lavoratori autonomi, ovvero quei soggetti titolari di partita Iva operanti senza alcun tipo di organizzazione societaria. Si stima la chiusura per circa 200mila professionisti tra ordinistici e non ordinistici, operanti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento e altro.

Carlo Sangalli, presidente Confcommercio

Il commento di Carlo Sangalli, presidente Confcommercio

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i dati dell’Ufficio Studi, ha sottolineato che “oltre all’indispensabile vaccino sanitario, c’è bisogno del vaccino economico, cioè indennizzi finalmente adeguati al crollo dei fatturati e l’utilizzo di tutte le risorse europee per rimettere in modo l’economia del nostro Paese”.  

In un’intervista al Corriere della Sera, Sangalli aveva già chiesto con forza al governo ristori tempestivi e adeguati alle cadute di fatturato delle imprese. Intervista a tutto campo al presidente di Confcommercio sul Corriere della Sera. “Le perdite 2020 sono senza precedenti, servono ristori tempestivi e adeguati alle cadute di fatturato. E moratorie fiscali più ampie e inclusive”  

Redazione

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