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Confindustria, Bonomi: «Basta sussidi dal Governo o diventeremo il Sussidistan»

Il presidente di Confidustria lancia una proposta shock: «Irpef? Lo paghino direttamente i dipendenti, come avviene per gli autonomi».

Durante l’assemblea degli industriali il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lancia un appello al Governo «Serve un nuovo grande patto per l’Italia». Secondo il manager cremasco dopo 25 anni di stasi è necessario puntare tutto su una “nuova produttività“.

Tra i passi più interessanti dell’intervento di Bonomi spicca quello in cui ribadisce la repulsione nei confronti del sistema dei sussidi: «I sussidi non sono per sempre, né possiamo o vogliamo diventare un Sussidistan». Il numero uno degli industriali ricorda che già la scorsa estate doveva essere il momento «di altre scelte su cui indirizzare più incisivamente il futuro. Serve tutt’altro: non sussidi, ma condizioni regolatorie e di mercato tali da tornare ad accrescere produttività e occupazione».

La proposta shock di Bonomi: i lavoratori dipendenti paghino l’Irpef da soli come gli autonomi

Bonomi ha inoltre lanciato una proposta shock inerente il pagamento dell’Irpef da parte dei lavoratori dipendenti che potrebbe scatenare il dibattito politico: «Perché passare alla tassazione diretta mensile solo per gli autonomi? Facciamolo per tutti i lavoratori dipendenti, sollevando le imprese dall’onere ingrato di continuare a svolgere la funzione di sostituti d’imposta addetti alla raccolta del gettito erariale e di essere esposti alle connesse responsabilità.»

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (Twitter)

L’intervento di Bonomi prende costantemente di mira il Governo e il premier Giuseppe Conte

«È su questo concetto ampio di produttività che si devono concentrare le azioni e le politiche dei prossimi anni, con l’obiettivo di massimizzare il ruolo di motore dello sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro, e dare nuova centralità alla manifatture», prosegue il leader degli industriali che chiama in causa direttamente il governo.

Affermazioni rivolte senza troppi giri di parole al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente in platea, al quale si rivolge affermando: «Questo è il patto che chiediamo al Governo di scrivere, con Confindustria e tutte le parti sociali, un patto che richiede una visione alta e lungimirante» perché è innegabile che  il Paese sia reduce da «25 anni di bassa crescita e bassissima produttività.»

Durante il proprio intervento sceglie appositamente di rivolgersi all’indirizzo del premier e di rivolgergli una domanda: «Presidente, lei ha detto: “se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa”. No, signor presidente. Se si fallisce, nei pochi mesi che ormai che ci separano dalla definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti. Il danno per il Paese sarebbe immenso».

E sottolinea che l’Italia non se può permettere perché è giunto il tempo di «una azione comune, oppure non sarà un’azione efficace». «Servono scelte per l’Italia del futuro. Scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro» ha aggiunto.

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Carlo Bonomi (Twitter)

Serve una “profonda riforma” degli ammortizzatori sociali

Sul tema degli ammortizzatori sociali Bonomi evidenzia la necessità di una «profonda riforma» e ricorda ai presenti di aver inviato a metà luglio, all’indirizzo di governo e sindacati, «una proposta dettagliata di riforma degli ammortizzatori sociali, cui finora non abbiamo visto seguito». Un testo che si ispira «al varo di vere politiche attive del lavoro, smontando la parte di reddito di cittadinanza non destinata al contrasto della povertà, ma in teoria alle politiche per il lavoro che di fatto non funziona».

Norbert Ciuccariello

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