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Confindustria “Economia ancora troppo debole e bloccata”

ROMA. Per l’economia italiana si conferma la crescita zero, con qualche segnale di miglioramento nel secondo semestre del 2019, grazie al calo dei tassi sovrani e a una schiarita per i consumi. Ma gli investimenti privati sono in peggioramento e la crescita dell’export è fragile, frenata da scambi mondiali fermi e industria europea in affanno. L’economia USA è resiliente, ma per la Brexit aumenta il rischio “no deal” e gli emergenti sono in stallo. “Nel terzo trimestre l’economia appare ancora debole, dopo che nel secondo il Pil era risultato piatto”. Lo scrive il Centro studi di Confindustria descrivendo nell’ultima congiuntura un’Italia “bloccata”.

“Accanto alla conferma di alcuni segnali di miglioramento, perdura una lunga serie di dati negativi, che riflettono anche uno scenario globale non brillante e con rischi al ribasso”, afferma l’associazione degli imprenditori che vede l’industria “in affanno”, l’export e gli investimenti a rischio e qualche segnale di recupero solo per i servizi e i consumi. La situazione non è rosea, soprattutto guardando al contesto internazionale: la Germania è in panne, evidenzia il Centro Studi, gli Usa non crescono come dovrebbero, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina pesa sulle prospettive del commercio mondiale, il vecchio Continente potrebbe essere segnato dalle conseguenze di una hard Brexit e dai Paesi in via di sviluppo non arriva più grande slancio.

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