OSAKA. L’accordo tra l’Italia e l’Ue sarebbe molto vicino. E potrebbe avere diverse sfaccettature. Quel che è certo è che Roma sarebbe sempre più vicina all’obiettivo: evitare una procedura che in questo momento sarebbe devastante per i conti (e il governo) italiani. Almeno per ora.
Le ipotesi più accreditate, secondo chi sta seguendo da vicino il dossier in queste ore di febbrili trattative tra il G20 di Osaka e il vertice Ue di domenica, sarebbero due: quella di una sospensiva, in vista della manovra di ottobre, oppure la chiusura del dossier con una serie di garanzie sulla previsione di spesa sul 2020. Una sorta di blindatura sulle uscite future.
Un’ipotesi che, si fa notare, salverebbe certamente l’Italia nei confronti di Bruxelles, ma aprirebbe un nuovo fronte di scontro in casa. Se infatti Roma scongiurasse l’infrazione in cambio di garanzie sulla manovra di autunno – la prima scadenza è il 15 ottobre con la legge di bilancio da trasmettere alla Commissione – il primo provvedimento a rischiare sarebbe la flat tax, intervento bandiera del vicepremier Matteo Salvini che non avrebbe affatto gradito il salto in avanti dell’asse Conte-Tria verso una soluzione ponte. Certo è che il tempo stringe e la partita andrà chiusa entro lunedì.
La strada da ieri sembra spianata e di fatto manca soltanto qualche limatura. I prossimi passaggi, dopo il G20, sono il Consiglio europeo di domani e la riunione della Commissione di lunedì per prendere una decisione che dovrà essere ratificata dall’Ecofin dell’8 e 9 luglio.