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Conte al Senato: “Troppo facile dire ‘riapriamo tutto’. Serve coraggio, lucidità e determinazione”

Sulla risposta sanitaria: "Il governo ha elaborato una strategia in cinque punti: distanze e mascherine fino al vaccino."

È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo. Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli“. Queste le parole di le premier Giuseppe Conte nel corso dell’informativa al Senato in vista del Consiglio europeo.

Il premier fa capire di non essere indifferente nei confronti della maggioranza dei cittadini italiani, a suo dire “stanchi per sforzi sin qui compiuti e che vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione.” Senza dimenticare le esigenze delle imprese e delle attività commerciali. Ma la riapertura immediata sarebbe una decisione totalmente irresponsabile in quanto ci sarebbe il grave rischio di far “risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui”. Una decisione che di fatto verrebbe meno alla priorità assoluta del Governo, ovvero la tutela della salute dei cittadini.

In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni.” ha aggiunto il presidente del Consiglio.

La promessa è che nei prossimi giorni verrà messo a punto un piano ben ponderato “tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo“, e che il Governo si assumerà in pieno le responsabilità delle decisioni, tenendo conto dei pareri degli esperti. “Assumeremo le decisioni che spettano alla politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni.” Il premier ipotizza che prima della fine di questa settimana possa essere comunicato pubblicamente e illustrato il piano, e ipotizza che la sua applicazione possa avvenire a partire dal prossimo 4 maggio.

In merito alla risposta sanitaria il governo ha elaboratouna strategia in cinque punti. Il primo – ha aggiunto Conte – è mantenere e far rispettare distanziamento sociale, promuovere un utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non disponibili terapia e vaccino“.

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Sulle nuove misure economiche per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus il premier afferma: Le recenti previsioni del Fmi stimano una caduta del 9,1% del Pil. Di fronte a questo quadro dobbiamo potenziare ulteriormente la risposta di politica economica, perciò il governo invierà brevissimo al Parlamento un’ulteriore relazione con una richiesta di scostamento pari a una cifra ben superiore a quella stanziata a marzo. Sarà una cifra non inferiore a 50 miliardi di euro, con intervento complessivo che, sommando i precedenti 25 miliardi, sarà non inferiore a 75 miliardi“.

Mentre sul tema ripartenza economica: “stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio”, dice Conte. E la soglia del contagio di riferimento “vogliamo che sia commisurata alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento“. “Si prospetta una fase molto complessa: dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni e fare il possibile per preservare l’integrità del nostro tessuto produttivo. Il motore del Paese – prosegue il premier – deve avviarsi ma sulla base di un programma ben strutturato“.

Per quanto riguarda l’App per il tracciamentosarà offerta su base volontaria, non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi“. “Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge“, prosegue il premier, la difficoltà dei cittadini “nel continuare a rispettare” le regole anticontagio e “l’aspirazione al ritorno alla normalità“.

Sul sostegno alle famiglie e alle fasce sociali più deboliquesta emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato. Abbiamo già compiuto alcuni passi. Il governo però è consapevole che questi interventi non sono sufficienti: occorre un sostegno alle famiglie e alle imprese prolungato nel tempo ancora più incisivo“, ha spiegato il premier.

Conte, in vista dell’importante impegno dell’Italia al Consiglio europeo, ha dichiarato: “Questo passaggio viene compiuto nella chiara della consapevolezza della necessità di coinvolgere il Parlamento tanto più in una fase in cui l’azione di governo rileva direttamente su beni primari della persona“, ha detto.

Sul discusso Messi è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie” ma l’intento è procedere con la “massima cautela“. In merito al Mes, “chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola“. “Ci sono Paesi in Ue – ha proseguito Conte – che hanno dimostrato interesse” al Mes senza condizioni.

Ad esempio “La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità” previste prima dell’emergenza. “Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia” in Ue. Mentre “per capire se il Pandemic Crisi Supporto (la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, ndr) sarà effettivamentesenza condizionalitàbisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali“.

Carlo Saccomando

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