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Conte alla Camera dà lezione di filosofia greca: “Bisogna distinguere tra doxa ed epistème”

Nessuno se lo sarebbe mai aspettato che il premier Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa alla Camera sull’emergenza Coronavirus e le misure adottate dal Governo, avrebbe indossato i panni del docente e avrebbe tenuto una lezione di filosofia.

Per spiegare in maniera chiara i motivi per il quale il Governo ha deciso accogliere alcune indicazioni del Comitato tecnico scientifico e di adottarle durante la Fase 2 il presidente del Consiglio ha preso in prestito le parole di alcuni grandi filosofi greci del passato: “La filosofia antica, da Platone ad Aristotele, distingueva la doxa, intesa come l’opinione, la credenza alimentata dalla conoscenza sensibile, dall’epistème, la conoscenza che invece ha saldi basi scientifiche“.

Attraverso questo esempio Conte ha sottolineato che l’imperativo categorico di un governo, nella fattispecie di questo governo, deve essere quello di “proteggere la salute e la vita stessa dei cittadini” di fronte a una minaccia così concreta e insidiosa come questa pandemia. Il principale fondamento delle decisioni prese dall’esecutivo sono state le raccomandazioni indicate dagli esponenti del comitato tecnico scientifico, a suo dire “frutto di meditate ricerche e riflessioni“. Mentre sarebbe sbagliato inseguire di volta in volta i pareri dell’opinione pubblica, che sono troppo volubili e seguono i dettami della pancia.

conte camera filosofia

Nel corso dell’informativa l’opposizione ha protestato in quanto il premier non indossava la mascherina, ma il presidente Roberto Fico ha ricordato la decisione dei capigruppo secondo i quali dai banchi del governo è rispettata la distanza di sicurezza e quindi si può non mettere la mascherina a differenza di quanto deciso nel caso in cui si parli dai banchi dei deputati.

Stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica, siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono giorni in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte. La vivacità rileva la forza e la vitalità del nostro sistema democratico“, ha affermato Conte.

Sono pronti test a campione sul territorio e nel caso in cui si verifichi un aumento dei contagi in una determinata zona il Governo è pronto a mettere in atto misure tempestive “Nel mese di maggio si procederà ad effettuare 150mila test sierologici, un campione verrà selezionato dall’Istat. Dovremo essere pronti a misure tempestive, anche restrittive. Misure che potranno essere mirate su specifici territori“.

Per spiegare la gravità della situazione da un punto di vista economico, il premier ha quindi illustrato i possibili scenari futuri: “Il Def aggiorna il quadro alla luce dell’emergenza: il Pil dallo 0,6 subisce una contrazione significativa dell’8%, una previsione che sconta la caduta del Pil del 15% nel primo trimestre” e si prevede un rimbalzo con “una crescita del 4,7 nel 2021”. Nel Def sono previsti anche scenari peggiori “con il rischio di una persistenza del virus” e questo porterebbe a una contrazione del Pil fino a -10,4%. Numeri che “danno la misura della gravità dello scenario“.

Conte annuncia inoltre che il primo decreto legge sulle misure economiche “riprenderà tutti i provvedimenti del Cura Italia, li prolungherà e rafforzerà. Ci saranno 25 miliardi per le misure di sostegno al lavoro e sostegno al reddito come cassa integrazione, indennizzi per colf e badanti. Daremo anche un riconoscimento per le province più colpite dal Covid-19“. Il computo delle misure per le imprese nel prossimo decreto sarà di “15 miliardi“.

Sempre parlando del prossimo decreto economico Conte sottolinea che “per il turismo, comparto particolarmente esposto, ci sarà sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie sotto alcune soglie di reddito con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese“.

Un altro tema che ha focalizzato l’attenzione dell’Aula è stato dedicato ai più piccoli, inerente “la valutazione di una possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell’infanzia oltre ai centri estivi e ad altre attività ludiche ed educative destinate a nostri bambini“. “Il Governo intende dedicare alle famiglie lo spazio che meritano nei prossimi provvedimenti. Sarà cruciale preparare e sostenere progetti territoriali, tutelando anche il diritto al gioco, all’attività motoria, senza compromettere le norme di distanziamento sociale“, afferma il premier. “Condivido l’urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata“, spiega.

Senza dimenticare i problemi legati ai disabili e alle loro famiglie, che durante questa emergenza troppo spesso sono stati abbandonati a se stessi “Una specifica attenzione dovrà essere riservata al tema della disabilità. Anche dal punto di vista economico. Per quanto riguarda l’ultimo Dpcm abbiamo previsto e lavorato con le associazioni, una riapertura dei centri diurni così detti semi-residenziali. Ovviamente il tutto con dei protocolli che saranno siglati a livello di patti territoriali in modo da garantire alle persone con disabilità, ai loro familiari e a tutti gli operatori che lavorano con loro, la massima sicurezza“.

Carlo Saccomando

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