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Coronavirus, Brusaferro: “La diffusione sta crescendo, siamo in piena battaglia”

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, in riferimento all’evoluzione del Coronavirus nel nostro Paese ha evidenziato come in questo momento la curva dei contagi stia mostrando che la diffusione stia crescendo in tutta Italia, in particolare in Lombardia. “Ci sono focolai in altre regioni, per ora limitati, ma che non devono farci illudere che non possano svilupparsi“.

Inoltre per non alimentare ulteriore allarmismo ha aggiunto “che le curve non si spostano in un giorno solo” ma nello stesso tempo bisogna stare con i piedi per terra e “non dobbiamo farci illusioni: siamo in piena battaglia“.

L’adozione degli strumenti e delle raccomandazioni – ha continuato il presidente dell’Istituto superiore di sanità – serve a fare in modo che il picco della curva di nuovi casi si abbassi: se riusciamo a interrompere o rallentare la catena della trasmissione, cosa che si può fare adottando le misure raccomandate, non ci saranno dei picchi e le strutture saranno in grado, pur con un sovraccarico, di garantire assistenza“.

brusaferro diffusione sta crescendo

Tutte le misure che vengono adottate – ha dichiarato infine Brusaferro – servono a interrompere la catena di trasmissione: non farlo ci può portare a una situazione di grande stress del Sistema sanitario ed a un sovraccarico“.

Ieri una nota dell’Iss ha fornito importanti delucidazioni sull’infezione da Sars-Cov-2 in Italia: in tutti i casi è avvenuta attraverso una trasmissione direttaad eccezione dei primi tre segnalati dalla regione Lazio che si sono verosimilmente infettati in Cina, ed è stata poi segnalata dalla regione Lombardia una persona di nazionalità iraniana, tuttavia non è stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio anche se la persona si è verosimilmente infettata in Iran.

Si è giunti a tale conclusione grazie ad un’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, contenuta in un approfondimento che già stato pubblicato e verrà costantemente aggiornato sul sito Epicentro. Nel documento, si specifica, che attualmente non è possibile ricostruire, per tutti i pazienti, la catena di trasmissione dell’infezione. La maggior parte dei casi segnalati in Italia riportano un collegamento epidemiologico con altri casi diagnosticati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le zone più colpite dall’epidemia.  

Lo stato clinico è disponibile solo per 2.539 casi, di cui 518 (9,8%) asintomatici, 270 (5,1%) pauci-sintomatici, 1.622 (30,7%) con sintomi per cui non viene specificato il livello di gravità, 1.593 (30,1%) con sintomi lievi, 297 (5,6%) con sintomi severi, 985 (18,6%) critici. Il 21% dei casi risulta ospedalizzato, e tra quelli di cui si conosce il reparto di ricovero (1.545) il 12% risulta in terapia intensiva. L’età mediana è di 69 anni (0-18 anni: 0%; 19-50 anni: 10%; 51-70 anni: 46%; >70 anni: 44%).

L’indagine – ha sottolineato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – rileva una percentuale significativa di casi sotto i 30 anni, un dato che conferma quanto questa fascia di età sia cruciale nella trasmissione del virus“.

Carlo Saccomando

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