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Coronavirus, crollo delle borse cinesi: Shangai -8,13%, Shenzen -8,30%

Alla prova dei mercati dopo lo stop del Capodanno lunare, prolungato a causa del coronavirus di Wuhan, come previsto si è verificato un vero e proprio tracollo per gli indici delle principali borse cinesi, e più in generale su tutte quelle asiatiche, che fanno segnare importanti perdite alla pausa degli scambi di metà seduta.

Pur recuperando qualcosa rispetto all’apertura, il Composite di Shanghai cede l’8,13%, a 2.734,66 punti, mentre quello di Shenzhen perde l’8,30%, a quota 1.611,04. In apertura Shanghai cedeva l’8,7%, Shenzhen il 9%. Percentuali in negativo che equivalgono alla perdita di circa 420 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Lo yuan si indebolisce sul dollaro e sfonda quota 7, a 7,0049 (+0,99%) sui mercati onshore, mentre su quelli offshore di attesta a 7,0054 (+0,07%). La Banca centrale cinese (Pboc) ha fissato questa mattina la parità bilaterale a 6,9249, con un indebolimento del renminbi di 373 punti base.

La situazione delle pricipali borse asiatiche

Per quanto riguarda le principali borse asiatiche Tokyo ha perso l’1%, Taiwan l’1,2%, Bangkok (-0,3%) e Seul lo 0,01%. Hong Kong resta sopra la parità (+0,1%) mentre cedono Singapore (-1,2%) e Giacarta (-0,6%).

(Twitter)

Le misure della banca centrale cinese (Pboc)

Intanto la Banca centrale cinese (Pboc) ha iniziato a dispiegare le misure a sostegno della liquidità dei mercati e di supporto all’economia annunciate nel fine settimana: sono stati immessi nel sistema 150 miliardi di yuan, pari a 19,3 miliardi di euro, attraverso ‘repo‘ (pronti contro termine) a 7 e 14 giorni. Il tasso per entrambi i repo, forme di sostegno della liquidità a breve attraverso scambio tra cash e asset, è stato tagliato di 10 punti base per entrambi.

I pronti contro termine a tassi più bassi servono ad “assicurare ampia liquidità durante questo periodo speciale di contenimento del virus“, ha comunicato la Banca centrale cinese, che continuerà a “monitorare da vicino” la liquidità sui mercati. La Pboc ha iniettato 1.200 miliardi di yuan di ‘repo’ a 7 e 14 giorni con un effetto netto di 150 miliardi poiché sono al contempo arrivati a maturazione repo per 1.050 miliardi di yuan. Il consulente della Banca centrale, Ma Jun, ha indicato che anche i tassi dei prestiti a medio termine di metà febbraio, sono attesi in calo, secondo quanto riporta Bloomberg.

Cina: la domanda di petrolio crolla del 20%

Bloomberg riporta che la domanda di petrolio da parte della Cina è crollata di circa 3 milioni di barili al giorno, pari al 20% del fabbisogno totale, a causa degli effetti sull’economia delle misure di contenimento adottate da Pechino per frenare l’epidemia di coronavirus. Si tratterebbe del più grave shock subito dalla domanda di petrolio dalla crisi finanziaria, nel 2008-2009, e del più repentino dall’attacco alle Torri Gemelle.

Carlo Saccomando

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