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Coronavirus, il numero di persone denunciate supera quello dei contagiati

Un milione di persone controllate in una settimana di cui 43mila denunciate. La maggior parte fuori senza un valido motivo.

Spesso in Italia le cattive abitudini sono dure a morire, anche nel pieno di una grave emergenza come quella del Coronavirus: nonostante i numerosi appelli lanciati da istituzioni, personale medico, personaggi famosi e sopratutto da comuni cittadini, molti italiani non si sono ancora resi conto dell’importanza fondamentale di seguire le regole dettate attraverso gli ultimi decreti varati dal governo e firmati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dal Viminale fanno sapere che in una settimana le forze dell’ordine sparse sul territorio hanno effettuato circa un milione di controlli e 43mila persone sono state denunciate. Dai dati è emerso come la stragrande maggioranza delle denunce riguardi cittadini che hanno infranto l’articolo 650 del Codice penale, non avendo rispettato un provvedimento dell’autorità: sono stati trovati in giro senza motivazioni valide.

Ieri sono state controllate 187.455 persone: 8.089 sono state denunciate in base all’articolo 650, altre 204 per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Nella stessa giornata sono stati controllati 111.512 esercizi commerciali: 154 titolari sono stati denunciati e per 33 esercizi è stata sospesa l’attività. I controlli sono stati avviati lo scorso 11 marzo. 

il dato allarmante è che le denunce continuano a crescere in maniera esponenziale, più dei casi di positività al Covid-19: il primo giorno i denunciati furono poco più di duemila, nel secondo giorno si è assistito al raddoppio delle denunce ed infine nel terzo hanno toccato quota 7mila. Mentre il dato già alto si è registrato ieri, ad indicare una maggiore capillarità e severità nei controlli, ma anche un netto aumento delle persone in giro senza valida motivazione nonostante i divieti

Tra i casi più particolari spiccano quelli raccontati da Massimo Gramellini nella consueta rubrica “Il Caffè” sul Corriere della Sera, come ad esempio quello del paziente di un ospedale valdostano, in attesa di un intervento di chirurgia plastica al naso, che pur di effettuare l’operazione aveva taciuto ai medici di avere i sintomi del Coronavirus. Una circostanza che si è rivelata fatale (in senso metaforico) per chirurgo e infermiere che sono stati irrimediabilmente contagiati. Questo è il caso di dire che hanno ragione medici e infermieri a predicare di non uscire di casa, se non strettamente necessario, e che questa categoria è tra le più esposte al rischio di essere contagiata.

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L’altro curioso episodio riguarda un uomo di Lodi che stanco di essere costretto a vivere 24 ore su 24 al fianco della moglie ha deciso di fuggire, ed ha raggiunto Messina. Nonostante si fosse finto un clochard, è stato identificato durante un controllo da parte delle forze dell’ordine e rispedito a casa.

Spesso noi italiani pensiamo di essere furbi e di poter aggirare le leggi a nostro piacimento, al motto di “fatta la legge, trovato l’inganno“, ma c’è solo un pensiero che dovrebbe riempire le nostre menti e i nostri cuori in questo momento “il bene comune.” Il bene comune in quanto momento è rappresentato dalla salute pubblica, per cui mettiamoci il cuore in pace e se proprio vogliamo viaggiare impariamo a farlo con la fantasia.

Carlo Saccomando

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