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Coronavirus, la Lombardia accusata di fare ‘magheggi’ sui numeri

Questa mattina ai microfoni di Radio 24 Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, ha lanciato delle pesanti accuse nei confronti della Regione Lombardia sostenendo che “si combinano magheggi anche nei numeri“. Affermazioni che infuocato gli animi a Palazzo Lombardia, sede della Regione, e che sono state definite “gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero“.

In Lombardia i dati sono pubblicati in modo trasparente. – afferma la Regione in una nota- Nessuno, a partire dall’Iss, ha mai messo in dubbio la qualità del nostro lavoro. E’ inaccettabile ascoltare simili affermazioni che ci auguriamo siano rettificate da chi le pronunciate”.

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La querelle è cominciata questa mattina dagli studi di Radio 24, nel corso della trasmissione ‘24 Mattino – Le interviste‘, condotto da Maria Latella e Simone Spetia. Alla domanda se la Lombardia sia tra le Regioni che aggiustano i numeri per paura di essere fermate, Cartabellotta ha risposto: “La risposta è affermativa, anche perché in Lombardia si sono verificate troppe stranezze negli ultimi tre mesi: soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti alla Protezione civile e andavano ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti, alternanza e ritardi nella comunicazione e trasmissione dei dati che sarebbe stata giustificata nella prima fase e molto meno ora. Come se ci fosse la necessità – ha affermato Cartabellotta – di mantenere sotto un certo livello il numero dei casi diagnosticati“.

Nell’occhio del ciclone, oltre alla Lombardia, ci sarebbero Piemonte e Liguria, tre Regioni che secondo un’analisi condotta dalla fondazione Gimbe non sarebbero ancora pronte, dal punto di vista epidemiologico, alla riapertura tra Regioni prevista per il 3 giugno: ” Le analisi post lockdown della fondazione Gimbe dimostrano che in queste tre Regioni si registra la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi“.

Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe (Twitter)

Per arrivare alle sue conclusioni, la fondazione ha valutato tre elementi nel periodo 4-27 maggio: percentuale di tamponi diagnostici positivi, tamponi diagnostici per 100mila abitanti, incidenza di nuovi casi per 100mila abitanti. Lombardia, Piemonte, Liguria, Puglia ed Emilia-Romagna sono risultate superiori alla media nazionale per quanto riguarda la percentuale di tamponi diagnostici positivi, ma anche per l’incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti: rispetto alla media nazionale, la Lombardia ne ha 96, la Liguria 76 e il Piemonte 63.

Secondo Cartabellotta il governo a seguito delle valutazioni del Comitato Tecnico-Scientifico si troverà di fronte a tre possibili scenari: il primo, più rischioso, di riaprire la mobilità su tutto il territorio nazionale; il secondo, un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni più a rischio, con l’opzione di consentire la mobilità tra di esse; il terzo, più prudente, di prolungare il blocco totale della mobilità interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore.

Norbert Ciuccariello

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