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Coronavirus, l’appello dei medici in quarantena:”Siamo stati abbandonati”

COVID- 19: la lettera di due dottoresse della “Zona rossa” alla Fnomceo.

L’Ordine dei Medici ha diffuso l’appello di due dottoresse, attualmente impegnate nella zona rossa lombarda, che denunciano le gravi carenze di personale in essere e lo sviluppo di una situazione alquanto complicata: difatti su quattro medici di base a disposizione tre sono in quarantena e uno è stato ricoverato in quanto risultato positivo al Covid-19.

Inoltre dopo la disponibilità data da due medici per fornire supporto in quelle zone, per un bacino di circa 6mila abitanti, è stato deciso dall’alto l’invio di una singola unità

Buongiorno, siamo due colleghe da un paese nell’epicentro dell’epidemia. Siamo in quarantena da venerdì. Per senso di responsabilità abbiamo deciso di non muoverci dall’ambulatorio per poter rispondere alle centinaia di chiamate che da venerdì e soprattutto sabato e domenica hanno affollato i nostri telefoni, per alleggerire il gravoso lavoro degli altri operatori. Tutti i pazienti che abbiamo visitato a domicilio da gg 10/2 per patologie respiratorie sono risultati positivi al coronavirus. Personalmente 7! E 6 la mia collega. Due di questi sono già morti e 6 di cui abbiamo notizia sono in rianimazione”.

appello medici quarantena

Inizia così una delle tante lettere di denuncia che il Presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani, e il Presidente della Federazione degli ordini dei Medici – Fnomceo, Filippo Anelli, stanno ricevendo da venerdì scorso, dopo l’insorgere dei focolai di Covid-19 nel Nord Italia.

Siamo 4 medici di medicina generale su 6000 abitanti! 3 siamo in quarantena, 1 è ricoverato un paziente positivo da venerdì – racconta la dottoressa -. Già da domenica abbiamo segnalato la situazione e trovato due medici disponibili ad aiutarci! Ne avete contattato e mandato uno solo, su due paesi, con due mascherine in dotazione! Noi da remoto facciamo tutte le ricette, ma tutto il personale della farmacia è in quarantena e le titolari poverette forniscono un paziente per volta dalla finestra (fortuna che non piove) con code chilometriche.”

Il collega mandato – prosegue la lettera – nonostante i cartelli, ieri si è trovato in ambulatorio un paziente febbrile e dispnoico, come poteva non visitarlo. È sceso il 112 adeguatamente protetto, lui colla sua unica mascherina si è dovuto pulire la sala d’attesa!!!! La mia collega qui con me in ambulatorio ha fatto il tampone domenica 23 e ancora non sa il risultato! Abbiamo pazienti con polmoniti da Coronavirus accertati lasciati a domicilio perché non gravi, ma devono essere visitati!!!! anziani malati, oncologici a domicilio a cui hanno annullato tutte le visite e si sentono abbandonati!”.

Alla fine dell’appello sono state enunciate alcune richieste molto concrete come: un medico dotato di adeguate misure di protezione che possa visitare anche i febbrili, la riapertura del Pronto Soccorso di zona (Codogno o Casale) e dei laboratori analisi, obbligare gli ospedali vicini a farsi carico dei pazienti gravi, specie oncologici, non positivi e infine decidere lo stesso modus operandi per gli ospedali di Crema, Piacenza e Lodi e Cremona, ognuno dei quali agisce in maniera differente.

Ma sopratutto è stato lanciato un grido d’allarme: “Mettete tutti i medici di medicina generale ancora sani in condizione di non ammalarsi!

Intanto il presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani, ha voluto scrivere una lettera di ringraziamento a tutti i medici, che tanto si stanno adoperando in questi giorni.

Desidero esprimervi la mia profonda gratitudine, anche a nome del Consiglio dell’Ordine, per come state affrontando l’emergenza da coronavirus nel nostro territorio – scrive -. Un grazie va a tutti i Colleghi ospedalieri per l’abnegazione, la professionalità e il coraggio che stanno dimostrando. Parimenti un grazie a tutti gli infermieri e gli operatori. Un grazie a tutti i Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera scelta che sono in prima linea a contatto con i pazienti, anche potenzialmente infetti, senza gli adeguati mezzi di protezione”.

Norbert Ciuccariello

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