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Coronavirus, prima segnalazione in Australia 41 i morti in Cina

SYDNEY. La macchia, e la paura per il virus si stanno allargando a macchia d’olio. E c’è un bel da dire che non bisogna alimentare psicosi… Un primo caso del coronavirus che ha già mietuto 41 vittime in Cina è stato confermato in Australia, ultimo Paese in ordine di tempo ad essere raggiunto dal contagio.

Il paziente, un uomo di cui non sono state fornite le generalità, era giunto una settimana fa a Melbourne da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia. Secondo il responsabile della sanità pubblica australiana, Brendan Murphy, le autorità dello Stato di Victoria ha applicato “strettamente i protocolli, e messo il paziente in isolamento”. “Il virus ha colpito i polmoni dell’uomo – ha aggiunto l’autorità sanitaria australiana – che al momento è stabile”. Il ministro australiano della Salute, Greg Hunt ha detto che i passeggeri che hanno viaggiato in aereo con il paziente infetto sono stati contattati “per fornire loro informazioni e consigli”. E’ salito a 41 morti, dopo quindici nuovi decessi nelle ultime ore, il bilancio ufficiale delle vittime del coronavirus in Cina. Lo hanno riferito le autorità cinesi, precisando che le persone ora infette hanno superato il migliaio. Le ultime 15 vittime si sono registrate nella capitale provinciale di Wuhan, la città di 11 milioni considerata l’epicentro dell’epidemia, ha riferito la Commissione sanitaria di Hubei. Wuhan e altre 13 città della provincia sono state isolate in uno sforzo senza precedenti per contenere il micidiale virus respiratorio che intanto si va diffondendo in altre aree della Cina e in altri Paesi. La commissione sanitaria ha inoltre 180 nuovi casi nella provincia, 77 dei quali a Wuhan, ma per il resto il contagio ha riguardato città più piccole e scarsamente collegate. Il dato si aggiunge agli 830 casi conclamati di infezione a livello nazionale.

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