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Covid-19, pubblicati online i verbali del Comitato tecnico scientifico

I documenti, a suo tempo secretati, sono consultabili sul sito della Fondazione Luigi Einaudi. Inoltre la fondazione ha annunciato che domani renderà pubbliche tutte le informazioni ricevute dal governo.

Quest’oggi la Fondazione Luigi Einaudi ha pubblicato la documentazione,che era stata secretata, del Comitato tecnico scientifico posta a base dei Dpcm. I verbali sono consultabili sul sito della fondazione.

La pubblicazione dei dati rappresenta una grande vittoria per la Fondazione Einaudi e per il suo presidente Giuseppe Benedetto, che nel recente passato aveva lanciato un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la richiesta esplicita di far prevalere informazione e trasparenza rispetto ad elementi di tale rilevanza per la vita dei cittadini italiani.

Attraverso una nota ufficiale la fondazione ha ringraziato la presidenza del Consiglio dei Ministri per la sensibilità dimostrata, ed ha inoltre annunciato che nella giornata di domani renderà pubbliche tutte le informazioni ottenute attraverso il proprio sito web.

verbali comitato scientifico

Tra i passi più salienti contenuti nei verbali spicca quello relativo al 28 febbraio scorso, una settimana dopo l’individuazione del paziente uno a Codogno, quando il Comitato tecnico scientifico affermava che Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentavano “una situazione epidemiologica complessa tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate” come la sospensione di tutte le manifestazioni, degli eventi e delle attività sportive, la chiusura dei servizi educativi e di tutte le scuole, la sospensione dei concorsi pubblici e l’adozione delle misure igieniche previste per le malattie a diffusione respiratoria. Inoltre veniva disposta la riapertura degli esercizi pubblici a condizione dell’adozione delle norme sanitarie previste e del rispetto il distanziamento sociale di un metro, mentre veniva mantenuto l’obbligo di chiusura dei musei e degli altri luoghi culturali.

Il primo marzo il Cts esprimeva la raccomandazione generale che “la popolazione, per tutta la durata dell’emergenza, debba evitare, nei rapporti interpersonali, strette di mano e abbracci“, mentre il 7 marzo gli esperti del Cts proposero chiusure differenziate, ma due giorni dopo arrivò il lockdown nazionale. Il verbale del 7 marzo, individuava “le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del coronavirus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all’intero territorio nazionale, nelle seguenti zone: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti“. Infine il 9 marzo viene invece annunciato il lockdown in tutta Italia.

Carlo Saccomando

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