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Donna si da fuoco davanti al Tribunale dei minori di Mestre

MESTRE. Una donna si è cosparsa di liquido infiammabile e si è data fuoco davanti alla sede del Tribunale dei minori di Mestre. Di origini marocchine si è cosparsa di liquido infiammabile e si è data fuoco davanti alla sede del Tribunale dei minori di Mestre (Venezia). Alla base del gesto ci sarebbe la decisione dei giudici che hanno dichiarato adottabile la figlia della donna. La bambina era già stata affidata a una comunità. La donna è stata soccorsa e portata al Centro grandi ustionati di Padova. Le sue condizioni sarebbero gravi.  E’ stata soccorsa e portata all’ospedale all’Angelo di Mestre in gravi condizioni, e quindi al reparto Grandi Ustionati di Padova.

Sul luogo del rogo sono stati ritrovati una tanica con del liquido infiammabile e un cartello, scritto in un italiano stentato.Nel messaggio si farebbe riferimento all’affidamento della figlia Sofia e al marito. Quest’ultimo risiederebbe nel trevigiano. I primi a soccorrere la giovane e a tentare di spegnere le fiamme sono state le guardie giurate che sorvegliano la sede giudiziaria.  Su un cartello aveva scritto “Violentata l’infanzia di mia figlia” Il cartello che aveva accanto la donna faceva esplicito riferimento al marito, “un tipo di padre che ha violentato l’infanzia della sua bambina”. “Ha fatto il massimo – si legge sempre nel cartello – per allontanare la piccola e mandarla in comunità: che vergogna”.  Il Tribunale dei minori di Venezia, nel rendere “adottabile” la figlia della 50enne, aveva parlato di un provvedimento legato al forte disagio psicologico della donna. Sul posto sta operando la Polizia scientifica. Si sta repertando quanto ritrovato accanto alla donna. L’area è attualmente interdetta a giornalisti e passanti. Il Tribunale dei minori di Mestre si trova in un edificio di archeologia industriale ricavato all’interno dell’ex scopificio Krull, a poche centinaia di metri dal centro della città.

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