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Educazione civica bocciata dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

ROMA. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha espresso parere negativo all’unanimità alla sperimentazione nell’attuale anno scolastico dello studio obbligatorio dell’educazione civica. La legge che introduce l’insegnamento entrerà in vigore nel 2020/21. L’ex ministro Bussetti aveva predisposto una bozza di decreto per consentire l’avvio dell’insegnamento quest’anno ma il Cspi deve esprimere il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante. Per il CSPI la sperimentazione non è praticabile in questo anno scolastico in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione per motivi di tempo, essendo l’anno scolastico già partito.

“Il Cspi – si legge – prende atto positivamente della approvazione quasi unanime da parte del Parlamento della norma che introduce l’insegnamento della educazione civica negli ordinamenti delle scuole di ogni ordine e grado. È evidente che si tratta di un provvedimento che risponde ad una esigenza molto sentita nella opinione pubblica, anche se la legge, nell’intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione”. La nuova legge sull’educazione civica dunque, entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, il primo settembre 2020-2021. “E’ poi tutto un po’ surreale – fa notare Santoro – : le sperimentazioni sono volontarie, partono dal basso; questa sarebbe diventata un’introduzione forzata per legge, una forzatura per anticipare i tempi di una legge che ne ha previsti altri”. Nel documento del Cspi si legge infatti che “questa sperimentazione, sia pure ad adesione volontaria, non è praticabile (in questo anno scolastico, nrd) in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tale da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa”.

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