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Elisabetta Trenta e il marito rinunciano all’alloggio “della discordia”

L’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, intervistata questa mattina ai microfoni di Radio 24 ha annunciato la decisione definitiva di abbandonare l’ormai famoso alloggio di servizio, situato nelle vicinanze di piazza San Giovanni in Laterano, assegnatole in un primo momento per il ruolo istituzionale ricoperto durante il primo governo Conte e successivamente assegnato al coniuge.

Mio marito, che è il titolare dell’alloggio, per salvaguardare la serenità della famiglia, sta presentando istanza di rinuncia per l’alloggio, anzi l’ha già fatto.” Queste le prime dichiarazioni della Trenta, che nonostante la bufera mediatica scatenata dopo l’articolo di Fiorenza Sarzanini pubblicato sul Corriere della Sera, continua ad affermare la piena regolarità nell’assegnazione dell’appartamento al marito e che non ci sia alcun motivo per il quale i due coniugi si dovrebbero sentire in imbarazzo.

elisabetta trenta
Vignetta dalla pagina Twitter le perle di Trump

Lasceremo l’appartamento nel tempo che ci sarà dato per poter fare un trasloco e poter rimettere a posto la mia vita da un’altra parte. Spero che questo atto di amore (da parte del marito) serva a tacitare la schifezza mediatica che è caduta su di me“. Affermazioni che fanno da eco a quelle pubblicate sulla sua pagina Facebook questa mattina alle 01:29. Nel post l’ex ministro dichiara fermamente di essere vittima di “una montatura mediatica senza precedenti, che ha dei precisi mandanti. Gli stessi che ieri hanno diffuso un documento interno alla nostra intelligence sul mio conto.

Inoltre la Trenta esorta l’opinione pubblica “ad aprire gli occhi” perché “La mia coscienza è a posto. Se qualcuno pensa di intimorirmi ha capito male.” Una donna tutto d’un pezzo che a Radio 24 si è definita “una donna di Stato, che ha fatto dell’etica la base della mia vita“.

L’unico consiglio che ci permettiamo di dare alla dottoressa Trenta è quello di essere un po’ più chiara in quello che afferma, visto che dichiarando pubblicamente che senza l’appartamento assegnato al marito, e cito le esatte parole del suo post, potrebbe finire per “andare a dormire sul divano, se qualcuno ci tiene, ma da che mondo e mondo due persone sposate vivono sotto lo stesso tetto“. Quindi dovremmo dedurre che dal momento in cui i due coniugi abbandoneranno l’abitazione l’ex ministro sarà costretta a dormire sul divano? Oppure che nell’alloggio di proprietà situato in zona Pigneto i due non hanno un letto matrimoniale e quindi sarà colpa degli attacchi mediatici o dei contribuenti se la dottoressa andrà a dormire su uno scomodissimo divano? Tutto ciò non ha senso.

Inoltre la dottoressa Trenta è inciampata in due cadute di stile: la prima è quella di aver definito come “sfortuna”, oltre che un onore, il fatto di essere stata ministro della Difesa. Per quanto la battuta sia sarcastica e riferita ai recenti risvolti mediatici, una “donna di Stato” non dovrebbe affermare nemmeno per scherzo una cosa del genere. La seconda è legata a Venezia “Mentre c’è Venezia che affoga, e sappiamo il motivo, si parla per giorni sul nulla di un ex ministro. Vorrei che la stampa avesse un ruolo diverso”. La città lagunare merita infinito rispetto, e ricordo che tutti i media hanno dato grande spazio ad analisi e articoli dedicati a questa splendida città da proteggere e preservare per il bene dell’Italia e del mondo intero. Ma questo non vuol dire che i giornali debbano rivolgere le proprie attenzioni solo ed esclusivamente ad un tema specifico…nel giornalismo, e fortunatamente anche sul web, c’è spazio per molto. Sopratutto se l’argomento tocca nel vivo i cittadini italiani.

Carlo Saccomando

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