IL SANTO DEL GIORNO

Epifania del Signore con i doni dei Re Magi

Nascendo tra gli uomini, Gesù Cristo è giunto sulla terra per chiamare ognuno alla verità e per indicare la strada per raggiungerla e salvarsi. Tutti i popoli sono rappresentati dai tre Re Magi che si sono mossi da paesi lontani per venerarlo. 

Il 6 gennaio, a quasi due settimane dal Natale, si celebra l’Epifania del Signore. E’ la solennità con la quale la Chiesa celebra la manifestazione di Cristo ai popoli di tutto il mondo, simboleggiati dai  tre Magi che, richiamati da una stella, gli fanno visita e gli rendono omaggio portandogli in dono oggetti preziosi e propiziatori.

Con la Pasqua, l’Ascensione, la Pentecoste ed il Natale è una delle massime solennità della Chiesa.

Cosa significa questa parola poco conosciuta, “epifania”? Il termine etimologico deriva dal greco ἐπιφάνεια, epipháneia, che può significare “manifestazione”, “apparizione”, “venuta”, “presenza divina”. 

I Magi erano re e studiosi degli astri, i quali ci sono stati tramandati con i nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (giapetico). Secondo il Vangelo di Matteo, i Magi portano in dono a Gesù bambino: oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.

A proposito dell’Epifania Sant’Agostino diceva “ è la solennità della  manifestazione di Gesù, con la quale cominciò a farsi conoscere dai pagani… Era nato colui che è la pietra angolare, la pace fra provenienti dalla circoncisione e dalla incirconcisione, perché si unissero in lui che è la nostra pace e che ha fatto dei due un popolo solo”. Tutto questo è stato prefigurato per i Giudei con i pastori, per i pagani con i Magi… I pastori giudei sono stati condotti a lui dall’annuncio di un angelo, i Magi pagani dall’apparizione di una stella”.

La datazione del 6 gennaio come ricorrenza dell’Epifania è dovuta al calendario gregoriano.

In Italia l’Epifania viene festeggiata con svariate iniziative. A Milano un imponente corteo in costume accompagna i Magi dalla basilica di Sant’Eustorgio al Duomo, dove l’arcivescovo presiede la Messa solenne. In Alta Valtellina è diffusa una tradizione che prescrive, la mattina dell’Epifania, di salutarsi scherzosamente con il termine dialettale “Gabinàt” (o Ghibinet a Livigno). Probabilmente questa parola è una storpiatura del tedesco Gaben-nacht, “notte di doni”, a ricordo dei doni portati dai Magi. 

In provincia di Treviso invece è diffusa l’usanza di accendere grandi fuochi nelle piazze dei paesi alla vigilia dell’Epifania (panevìn). A seconda della direzione delle scintille si indovina come sarà l’anno che sta cominciando.

Altre leggende e iniziative popolari sono riportate in uno specifico servizio sulla Festività dell’Epifania, che si può leggere in un’altra sezione del quotidiano.

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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