IL SANTO DEL GIORNO

Francesca Cabrini, la santa degli italiani immigrati

Figlia fedele della Chiesa e madre per molti immigrati italiani, Santa Francesca Cabrini serva obbediente del Dio Amore ed aiutante ad ogni bisognoso, missionaria instancabile tra i connazionali all’estero a e l’orgoglio della Chiesa in America;  rappresenta, un bell’esempio della santità tipica italiana. Viene venerata il 22 dicembre in tutto il mondo, ma in modo particolare negli Stati Uniti soprattutto tra gli immigrati italiani Francesca nacque nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, in una grande famiglia di contadini, molto devoti, dalla quale imparò non solo il fervore religioso, ma anche l’amore per la Patria italiana.

Conseguito il diploma magistrale e l’abilitazione, fece supplenze nella scuola vicina di Vidardo. Lei però desiderava ardentemente diventare missionaria, sogno che non poté realizzare subito. Prese anche i voti religiosi entrando nella Casa della Provvidenza di Codogno. Il Vescovo di Lodi le propose di fondare un istituto religioso per l’assistenza degli emigrati italiani in America. Cosi il suo ideale missionario si poteva concretizzare, fondando Le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, con case in Lombardia. e a Roma. Le difficoltà non mancavano ed ecco un altro intervento provvidenziale arrivò con Mons. Giovanni B. Scalabrini. Lui cercava un ramo femminile al suo Istituto, e lei accettò la direzione di una scuola e di un asilo a New York.

Fu direttamente Papa Leone XIII a spronarla e cosi Francesca partì nel 1889 e le sue suore aprirono una prima scuola femminile in un appartamento offerto dalla contessa de Cesnola, una ricca cattolica di origine italiana. Madre Cabrini dimostrò subito di saper affiancare alla sua attività di educatrice religiosa una spiccata sensibilità per i problemi degli emigranti italiani. In questa promozione sociale Francesca usò una tecnica il cui principio era: convincere gli italiani ricchi ad aiutare gli altri italiani meno favoriti e ci riuscì. “Si è detto che se Cristoforo Colombo ha scoperto l’America, la Cabrini ha scoperto tutti gli italiani in America”– diceva di lei G. Pelliccia.

Il suo impegno convinto e strenuo durò fino alla fine della sua vita, che si concluse a Chicago, nel 1917. Lasciò dietro di sé un fiorente istituto religioso e la sua personale santità e testimonianza di carità apostolica a beneficio particolarmente degli emigrati italiani e non solo. Fu dichiarata santa da Pio XII il 7 luglio 1946. Due anni dopo, in considerazione del suo lavoro per gli Italo-americani, il Comitato Americano per l’Emigrazione Italiana le decretava un importante riconoscimento dichiarandola “La Immigrata Italiana del Secolo”. E prima ancora era stato lo stesso Leone XIII che già nel 1898, affermava di lei: “È una santa vera, ma così vicina a noi che diventa la testimone della santità possibile a tutti”. Una santità “accostevole” imitabile da tutti, perché consiste nel fare bene e per amore di Dio quelli che sono i nostri doveri.

Rubrica a cura di Don Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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