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Governo in disaccordo anche sui treni, migliaia i passeggeri appiedati

ROMA. Una volta, e oggi più che mai si diceva che “lui” faceva arrivare i treni in orario….Una frase che fino a ieri sembrava una battuta da avanspettacolo carica di ironia…E invece, questi attuali governanti hanno dimostrato di non solo non saper “fare arrivare i treni in orario” ma neppure farli partire.

Certo sono impegnati in discorso molto importanti (e remunerativi) come i banchi con le rotelle, i monopattini, le partecipate, le poltrone nel prossimo Parlamento più varie ed eventuali. E le gaffe e i disservizi nei confronti dei cittadini sono dietro l’angolo. Sempre. Ed il cittadino si trova fra incapaci ed inetti buoni solo a pensare ai fatti loro e la corsa ad ostacoli delle quotidianità. Sono migliaia i passeggeri che domenica non sono potuti partire: è il risultato della marcia indietro del governo nel giro di un giorno sul via libera all’occupazione di tutti i posti a sedere sui treni. Solo Italo – che ha cancellato otto treni della mattina e numerosi biglietti anche per il pomeriggio – ha stimato di aver lasciato a terra ottomila persone. Cancellati ad esempio i tre collegamenti fra Milano e Ancona, vale a dire i collegamenti con tutte le località di mare della riviera romagnola proprio nei giorni in cui molti partono per le vacanze. Trenitalia ha inviato una mail ai viaggiatori avvisandoli che si atterrà alle nuove disposizioni previste dall’ordinanza firmata sabato dal ministro della Salute Roberto Speranza, su cui il suo portavoce Nicola Del Duce ha assicurato che c’è stata “piena condivisione e con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei viaggiatori”. Insomma nessuno scontro con il ministero dei Trasporti. “Le ricostruzioni su presunte divergenze con il ministro De Micheli relativamente al distanziamento sui treni a lunga percorrenza – ha assicurato – sono del tutto infondate”. Al di là della condivisione nel governo, fra i passeggeri che in stazione Centrale a Milano si sono messi in fila alla biglietteria cercando di trovare una soluzione alternativa per partire c’è chi è convinto che “il governo poteva organizzarsi prima”. Noi stiamo arrivando alla rivolta qui in coda” ha aggiunto qualcuno dalla fila, che però è rimasta ordinata. La situazione è stata tranquilla tutto il giorno, nonostante questo sia il periodo della partenza per le vacanze e la stazione sia più animata. E se sabato tanti viaggiatori avevano detto di essere preoccupati per la fine del distanziamento (qualcuno ha anche postato sui social foto di treni pieni), domenica la preoccupazione principale è stata invece quella di non riuscire a partire. “Abbiamo affittato casa a Rimini – ha raccontato Sergio – e ora dobbiamo per forza arrivare”. Eh sì, quando c’era lui i treni arrivavano in orario…o almeno partivano. Tanti auguri Italia.

Giuseppe Muri

Giuseppe Muri

Giornalista pubblicista dagli Anni Ottanta, si occupa di cronaca e di costume. Ha lavorato per un lungo periodo nelle redazioni di testate locali piemontesi. Appassionato di storia, ha svolto alcune inchieste legate a fatti importanti che hanno caratterizzato il Novecento italiano.

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