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Governo, oggi voto alla Camera fra proteste e polemiche interne

ROMA. Giuseppe Conte parlerà alla Camera dei Deputati per ottenere la fiducia e cresce la curiosità per ciò che dirà il premier. E lui, che in queste ore sta limando il discorso preparato con meticolosità negli ultimi giorni, qualcosa lascia trapelare. Le parole d’ordine: discontinuità, una sorta di promessa del tipo “nulla sarà come prima”; ma anche “futuro”. Di passato non si parlerà mai. E Salvini, a quanto pare, non verrà neanche nominato. Le sue parole saranno trasmesse in diretta streaming sulla sua pagina social Un governo “per il Paese”, per tutto il Paese.

Così Giuseppe Conte si prepara a voltare pagina. E a presentare al Parlamento il suo nuovo governo. Con un’impronta quasi di pacificazione, dopo la stagione delle contrapposizioni e dei toni urlati. Al suo fianco avrà da un lato Luigi Di Maio e un Movimento 5 stelle che non vuole rinnegare quanto fatto negli ultimi quattordici mesi, dall’altro Dario Franceschini in rappresentanza di un Pd che chiede di “cambiare tutto”. La sfida sarà farli collaborare “lealmente” come non è riuscito a M5s e Lega. Nella consapevolezza che fuori, pronti a infiammare le piazze, ci saranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, a invocare le elezioni e protestare contro una maggioranza “usurpatrice”. Poco più di un anno fa Conte, debuttante assoluto sulla scena politica, si presentava come l’avvocato del popolo, rivendicava il populismo. Al “bis”, nel discorso con cui chiederà la fiducia alla Camera (e martedì al Senato) rilancerà quello che vorrebbe suo tratto distintivo: la spinta a un “nuovo umanesimo”. Ma Conte sembra intenzionato a parlare molto anche di Europa. “Europeista e atlantico”, definirà il suo governo; e racconterà alle Camere della prossima missione a Bruxelles per affrontare la questione migranti. Non potrà poi mancare lo spinoso capitolo conti e l’ormai imminente manovra di bilancio. Tutto questo mentre restano sul tavolo le prime spine per i giallorossi: le grandi opere, con la ministra De Micheli che si schiera a favore di Tav e Gronda a Genova (argomenti indigesti al Movimento Cinque Stelle) ma anche la questione relativa alle concessioni autostradali: revoca come vorrebbero i grillini o revisione come vorrebbero i dem? E un altro scontro in vista è previsto anche sulla Giustizia. Oggi si inizia con il primo esame. Auguri.

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