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Guarire i bambini dal tumore si può con un lavoro di squadra

MILANO. Oggi 15 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro il cancro infantile . In Italia, ogni anno, sono poco meno di 300 i piccoli colpiti da tumori ossei maligni e il tasso di guarigione si aggira intorno al 65-70% .

In occasione di questa importante ricorrenza è intervenuto il dottor Primo Andrea Daolio, direttore dell’Ortopedia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO, che lavora da più di trent’anni con la missione di curare adulti e bambini affetti da queste patologie. “Giornate come queste hanno lo scopo di diffondere la cultura della prevenzione, ma– chiarisce Daolio- in questo tipo di malattie è difficile fare prevenzione.È possibile però fare una diagnosi precoce“. Il medico ha poi proseguito: ” il tumore che colpisce le strutture ossee si manifesta con episodi dolorosi e tumefazione: in presenza di questi due segni clinici è importante rivolgersi al pediatra di fiducia che visitando il bambino può dare indicazione a eseguire gli esami strumentali più opportuni come una lastra o una ecografia. Per cui il primo passo per la prevenzione è non sottovalutare i sintomi e rivolgersi sempre allo specialista di fiducia”.

Una volta che ai piccoli pazienti è diagnosticata una sospetta presenza di tumore, giungono nella struttura dedicata all’Oncologia in Età Pediatrica e sono sottoposti agli esami ematici di routine e agli esami strumentali di secondo livello, molto approfonditi. “Il tumore, per fortuna, non sempre è maligno.” chiarisce Daolio “Quelli benigni sono abbastanza frequenti e nella maggioranza dei casi possono essere curati senza importanti conseguenze funzionali sull’arto colpito”. A differenza dei tumori maligni, come l’osteosarcoma e il sarcoma di Ewing, che mettono a serio rischio la vita dei piccoli e possono avere conseguenze gravi sulla funzione dell’arto leso. “Il miglioramento della percentuale di guarigioni si è verificato dopo l’introduzione della chemioterapia e della radioterapia. Queste terapie hanno modificato le possibilità di guarigione che, prima della loro introduzione, erano inferiori al 10%, e ridotto il numero delle amputazioni.”

Ospedale Gaetano Pini (Facebook)

Il professore ha sottolineato come negli anni la chirurgia in ambito oncologico ortopedico abbia fatto grandi miglioramenti; in particolare è aumentata la possibilità di ricostruzione degli arti operati con l’introduzione di protesi modulari, di protesi allungabili e composite, di trapianti di osso di banca o di trapianti ossei autologhi. Questi interventi necessitano della collaborazione di una squadra plurispecialistica che comprende microchirurghi, chirurghi generali, vascolari e i chirurghi plastici.
Avere un’equipe formata da diversi specialisti con un background oncologico” conclude infine lo specialista “diminuisce la necessità di amputare gli arti colpiti dai tumori maligni e nello stesso tempo consente di ottenere i migliori risultati sul piano funzionale con la possibilità di riprendere una vita di relazione di buona qualità” .

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