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Guida alla Fase 2: dal 4 maggio cosa si potrà fare e cosa no

Da domani, 4 maggio 2020, ha ufficialmente inizio la tanto attesa Fase 2 che farà tornare a lavoro circa 4,4 milioni di italiani. Una fase che è stata definita anche “Stress test“. Cambierà anche l’autocertificazione (clicca qui per scaricarla) e tra le nuove regole stabilite del Dpcm del 26 aprile 2020, targato Giuseppe Conte, scatterà la possibilità di effettuare visite a coniugi, conviventi, partner delle unioni civili, parenti fino al sesto grado, affini fino al quarto grado come i cugini del coniuge. E inoltre a persone “legate da uno stabile legame affettivo“, come i fidanzati ma non, precisano fonti di governo, gli amici.

Resta comunque il divieto di assembramento, non solo nei luoghi pubblici ma anche in quelli privati. Via libera anche all’attività motoria non solo nei pressi della propria abitazione e nei parchi ma resta chiaro che non si può uscire dalla propria regione, se non per tornare nella propria residenza o domicilio, se a causa del lockdown si era rimasti bloccati fuori dalla propria regione di residenza. Permane il divieto anche per le seconde case, che “non è tra gli spostamenti per necessità”, spiegano fonti di governo per dissipare i dubbi.

Dai dati sul contagio che si raccoglieranno a partire dalla prossima settimana si capirà se dal 18 maggio si potrà riaprire di più in alcune Regioni e se al contrario in singole aree del Paese dovrà tornare il lockdown.

Lavoro

Dal 4 maggio ripartiranno le attività legati al settore della manifattura, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso legato ai settori dei quali è prevista la ripartenza, che comprendono tra i tanti il settore tessile, moda, automotive e fabbricazione di mobili. Per 4,4 milioni di persone che torneranno a lavoro altri 2,7 milioni saranno costretti a restare a casa. Si tratterà per la maggior parte di cittadini over50 e la ripresa riguarderà in prevalenza le Regioni del Nord, più colpite dal virus (2,8 mln di lavoratori contro gli 812mila al Centro e 822mila al Sud). Per il lavoro sono raccomandati orari differenziati e, ove possibile, smart working.

Attività di commercio al dettaglio, parrucchieri ed estetiste: fino al 18 maggio resteranno ancora ferme alcune attività legate al commercio al dettaglio come ristoranti, bar, parrucchieri e barbieri. Per quanto riguarda i negozi di abbigliamento la ripartenza è prevista per il 18 maggio, discorso differente per ristoratori, barbieri ed estetiste che potranno rialzare le serrande sono dal 1 giugno.

L’unica novità positiva per il comparto della ristorazione è che dal 4 maggio è permessa non solo la consegna di cibo a domicilio ma anche il take away. Con alcune limitazioni in determinate regioni, come ad esempio il Piemonte, dove il servizio per il cibo d’asporto sarà consentito solamente a partire dal 9 maggio.

Le scuole

Restano chiuse anche le scuole, ma riaprono i centri diurni per i disabili e si valuta di permettere da fine mese o a giugno l’apertura di asili nido e centri estivi. Gli studenti italiani dovrebbero tornare a frequentare le aule a partire da settembre, con modalità ancora da stabilire. Il ministro Azzolina ha anticipato la possibilità di “una didattica mista”, in parte in presenza e in parte online a distanza. Intanto in diverse regioni è cominciata la sperimentazione e l’analisi di tutte le procedure organizzative all’interno degli istituti scolastici.

Fase 2 guida

Attività sportiva e motoria all’aperto

Cade il divieto dei 200 metri, da domani si potrà tornare a fare sport e correre anche lontano da casa, ma sempre da soli e tenendo dagli altri una distanza di due metri: ci si potrà muovere anche in auto o bus per andare a correre. Sarà consentito fare passeggiate, anche con i bambini, a un metro di distanza da altri. Ripartiranno gli allenamenti individuali degli atleti.

Funzioni religiose

Ancora niente messe: si studia la possibilità di permetterle dall’11 maggio, magari all’aperto. Si potranno celebrare i funerali, con un massimo di 15 persone e obbligo di mascherina, e ci si potrà recare nei cimiteri.

Carlo Saccomando

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