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I “Friday” nel Bel Paese tra scioperi e acquisti sfrenati

Ultimamente si sente nominare spesso il termine “friday”, “venerdì” in inglese. Domani 29 novembre, ad esempio, i riflettori saranno puntati su Fridays for Future, il movimento di studenti e cittadini che si batte contro l’inquinamento climatico in tutto il mondo, e che manifesta per il quarto Sciopero per il Clima, lanciando un appello ai governi affinché mantengano l’aumento della temperatura media globale sotto il livello di +1.5°C rispetto all’era preindustriale, proteggendo il futuro. Giunto in Italia l’anno scorso, quando la giovane attivista svedese Greta Thunberg decise di scendere in campo ogni venerdì, per manifestare davanti al parlamento del proprio Paese, e protestando per l’indifferenza della politica nei confronti della crisi climatica, i “Venerdì per il Futuro” hanno coinvolto milioni di persone. Ieri, 27 novembre, come postato sulla pagina Facebook del movimento italiano, decine di attiviste e attivisti sono rimasti incatenati per dieci ore davanti alla principale sede Eni a Roma, ricordando i dieci anni che restano per intervenire e salvare il Pianeta. “Ad oggi Eni produce circa 2 mln di barili di idrocarburi al giorno, la metà dei quali in Africa. Non possiamo continuare a estrarre e bruciare combustibili fossili, ne va del presente e del futuro di tutti noi”, scrivono, invitando a partecipare alla manifestazione di domani nelle città italiane.

Di tutto altro genere è il “Black Friday”, il venerdì degli sconti, trasformatosi in settimane ormai, che attende i consumatori di tutto il mondo, molti dei quali già da ottobre avrebbero iniziato a cercare le migliori offerte online, andando a caccia di saldi soprattutto su determinati marchi. Tecnologia, giochi e giocattoli, moda e bellezza, e auto i settori verso i quali si sono orientati gli acquisti, con il brand Apple classificatosi al primo posto delle ricerche. Secondo Eleonora Iacobelli, psicologa, e presidente dell’Associazione europea diturbi da attacco di panico Eurodap questo assalto a comprare rischierebbe di sfociare in manie compulsive. «Studi scientifici – spiega Iacobelli – hanno provato l’utilità dello shopping segnalando tra i benefici riconosciuti l’esercizio fisico, la riduzione dello stress e dell’ansia e l’aumento del buon umore. Tuttavia, è necessario prestare attenzione perché dagli effetti positivi alla patologia il passo è molto breve. È infatti quasi impossibile segnare un confine netto tra ciò che possiamo definire come acquisto normale, esigenza o piccolo sfizio e i fenomeni di acquisto compulsivo, definiti consumopatie».

black friday

La smania di acquistare ha un effetto impattante molto forte verso chi, però, non può permettersi economicamente “gli oggetti dei desideri”. In questo caso sarebbe utile fare una cernita di ciò che è davvero essenziale, pagare in contanti, e rimanere in un budget stabilito. «Frustrazione, calo dell’autostima, senso di inadeguatezza, depressione, come se la mancanza di quell’oggetto ci rendesse nullità. Lo shopping compulsivo consiste nel bisogno di fare delle spese frequenti e ripetute di oggetti talvolta non necessari. È un comportamento guidato da un impulso urgente e irresistibile a comprare, ripetuto al fine di trovare negli acquisti una soluzione ad uno stato di malessere. Proprio per questo la sensazione d’esaltazione ed eccitazione è immediatamente seguita dalla delusione nel momento in cui si torna a casa e ci si rende conto che lo stato d’animo non è cambiato. A questo punto il disagio prende nuovamente il sopravvento ed illudendosi di stare meglio si comincia a programmare altro shopping», sottolinea la psicologa.

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