• 23 Gennaio 2021
  • SPORT

Ibrahimovic l’eroe dei due mondi (pallonari)

Nella vita come nello sport, sia questo di squadra o individuale, a volte basta davvero poco per capovolgere a proprio favore situazioni negative, in maniera tale da diventare i principali artefici di un il destino contraddistinto da momenti nefasti che sembrano essere eterni.

L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic al Milan è l’esempio lampante di come tutto possa cambiare in un amen grazie, in questo caso, all’ingaggio di un arzillo 38enne in grado di fare ancora la differenza in campo. La tempra dello svedese, la sua arroganza, in parete costruita ad arte dai media mainstream, e la sua voglia di dare tutto per la causa hanno rivitalizzato l’ambiente rossonero vittima sopratutto delle proprie paure e della poca fiducia dei giocatori in se stessi.

I risultati, fino a quando il gigante svedese non è sbarcato con la sua “navicella spaziale” nell’universo Milan, erano a dir poco disastrosi: la sconfitta per 5 a 0 contro l’Atalanta ha rappresentato il punto più basso di una stagione che stava per essere compromessa definitivamente. Ed il mondo delle scommesse, che segue da vicino ogni squadra che milita nel massimo campionato di calcio e non solo, era piuttosto impietoso quando si trattava di puntare sul Diavolo. Eppure, in sordina e senza troppi proclami, la squadra della Madonnina attualmente si ritrova ora al sesto posto, in coabitazione con Parma e Cagliari, a distanza di 7 punti dall’Atalanta quinta in classifica.

Si può parlare di “effetto Ibra” dunque? Davvero l’arrivo di Zlatan ha cambiato tutto? Proviamo a capirci qualcosa in più.

L’ultimo tweet di Ibrahimovic afferma: “Non me ne sono mai andato“. Un atto di amore incondizionato nei confronti del club dal quale si era diviso 7 anni fa (Twitter)

Una (positiva) parentesi passeggera o c’è di più? 

Il Milan non partiva certo con il favore dei pronostici durante la scorsa estate, ma non era nemmeno così “scarso” come suggerivano i risultati sportivi ottenuti. Un blocco di tipo psicologico ha come azzerato le qualità dei giocatori in campo, comunque di buon livello (vedi Bennacer o Suso), e ciò ha creato come una spirale che ha inghiottito ogni velleità di successo rossonera.

L’arrivo del “messia” Ibrahimovic – non vorremmo risultare blasfemi ma in questo caso tale accostamento sacro/profano ci pare azzeccato! – ha sbloccato questo meccanismo perverso. La rinascita del Milan di queste ultime giornate non è una parentesi (positiva) passeggera: l’aver preso coscienza della propria forza e poter schierare un “Ibracadabra” in più, permetteranno al Diavolo di lottare almeno per la Coppa Italia e forse anche per un posto in Europa League.

Il forte attaccante svedese, chiamato a fare la differenza contro il Brescia, dove il Milan parte nettamente favorito secondo le quote degli operatori sportivi come Skybet , è un atleta che fa della carica agonistica un vanto. Oltre a colpi di classe impressionanti, da sempre facenti parte del suo bagaglio tecnico, Zlatan è in grado di spronare i compagni ad emularlo per dare il massimo. Ricordate quanti gol fece Antonio Nocerino grazie agli assist del primo Ibra? Se sapientemente sfruttato, l’ex giocatore di Inter e Juve, saprà offrire quell’apporto in fase offensiva che è mancato fino ad un mese fa.

Krzysztof Piątek ha incredibilmente deluso – ovviamente se la squadra non gioca, le colpe non possono essere solo sue – e non solo lui; tuttavia ciò che è stato va dimenticato poiché lo stesso team è cambiato, non solo a livello di tenacia e concentrazione, ma anche nel modo di giocare.

Ibrahimovic eroe due mondi

Il Milan secondo Ibra

“Il Milan secondo Ibra” è una formazione che può sfruttare la torre svedese che sa operare anche da formidabile suggeritore. Certo, Zlatan non è più un ragazzino e non potrà più essere quel terminale offensivo capace di fare sponde alla Lukaku, per intendersi, ma sarà sicuramente in grado di estrarre dal cilindro qualche goal incredibile. Rammentate quello che fece quando vestiva la maglia nerazzurra contro il malcapitato Bologna? Descriverlo a parole, ancora oggi, non è propriamente semplicissimo. Diciamo che la sua bravura nelle arti marziali, applicate al calcio giocato, gli permette di tentare l’impossibile.

L’eroe dei due mondi pallonari, dopo l’esperienza americana nelle fila dei Los Angeles Galaxy, sarà ancora capace di reggere i ritmi di questa Serie A? Questo potrebbe essere l’unico dubbio. Dell’esperienza nel calcio statunitense in molti sono rimasti ammaliati dai formidabili tiri dalla distanza dello svedese, e più in generale dallo strapotere nei confronti dei difensori avversari.

Una considerazione che ai più ingenui farebbe pensare ad un Milan che potrebbe essere considerato tra favoriti per la conquista del prossimo campionato di Serie A. Ovviamente si tratta di un esagerazione, oltre che di un pensiero prematuro. Vuoi vedere che Ibrahimovic con la sua spocchia, spesso giustificata, è riuscito nell’opera di influenzare il giudizio (pallonaro) di numerosi esperti da sempre considerati super partes?

Norbert Ciuccariello

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Una replica a “Ibrahimovic l’eroe dei due mondi (pallonari)”

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