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Il Brescia torna in A. Storia del successo firmato Cellino e Corini

Otto lunghi anni in serie cadetta non sono una passeggiata per qualsiasi tifoso di calcio. Sopratutto per pubblico caloroso e appassionato come quello bresciano, abituato a sostenere la propria squadra nei tanti momenti difficili, ma anche orgoglioso di aver visto indossare la propria maglia a grandi giocatori, capaci di esprimere qualità tecnica e bel gioco come pochi.

IL PRESIDENTE CORIONI

Luigi Corioni, presidente dal 1992 al 2014, durante la gestione era riuscito a convincere a portare a Brescia giocatori del calibro di Roberto Baggio, Josep Guardiola, Luca Toni, Marek Hamšík, Alessandro Diamanti, Gheorghe Hagi e Andrea Pirlo. Aveva affidato la squadra ad allenatori sanguigni e nello stesso grandi conoscitori del gioco del calcio come Mircea Lucescu, Edy Reja, Gianni De Biasi, Carlo Mazzone, Zdenek Zeman( anche se solo per 11 giornate del campionato 2005/06) e Serse Cosmi.

L’ADDIO DI CORIONI

Con l’uscita di Corioni nel 2014, obbligata dal main sponsor UBI Banca che vantava un credito di oltre 30 milioni e che al fine di concedere un prestito di quattro milioni di euro necessario per saldare gli stipendi arretrati e coprire l’iscrizione in Serie B ha messo fine ad un era che durava da 23 anni.

L’ARRIVO DI MASSIMO CELLINO

Dopo un paio d’anni alla ricerca di un serio proprietario, affidabile da un punto di vista economico e in grado di delineare un progetto sportivo serio, alla porta delle rondinelle si è presentato Massimo Cellino, ex presidente di Cagliari e Leeds che ha rilevato il club per 6,5 milioni, più un bonus di altri 3 se avesse centrato la promozione in A al primo anno, e altri 7 milioni da risanare con il Fisco.

Tra i primi proclami del neo presidente c’è la promessa di portare al più presto la squadra in Serie A e la costruzione di uno stadio a misura del club, ipotizzabile in un impianto da 20mila posti

Massimo Cellino (Twitter)

IL PRIMO ANNO DELL’ERA CELLINO

La squadra di Cellino al primo anno non riesce a centrare la promozione, una situazione non idilliaca ma neanche da strapparsi i capelli in quanto permette al nuovo proprietario di risparmiare tre milioni di eventuali bonus nei confronti della vecchia compagine societaria. La squadra si classifica 15°, esattamente nella stessa posizione della stagione precedente, ma inizia a porre le basi per il progetto tecnico che verrà. Come era prevedibile il primo anno del nuovo corso rappresenta un periodo di assestamento tecnico e societario.

Per quanto riguarda la rosa tra le note positive c’è l’esordio in squadra un centrocampista 17enne della primavera di cui si dice un gran bene, il suo nome è Sandro Tonali. Inoltre si decide di puntare su giocatori che diventeranno la spina dorsale della squadra del futuro come Gastaldello, Bisoli, Ndoj e nel mercato invernale arrivano Torregrossa e Spalek, le prime due grandi intuizioni della nuova gestione.
Unico neo che si può imputare al primo anno è la girandola di allenatori che si alternano in panchina. Saranno quattro i cambi di tecnico, con Roberto Boscaglia richiamato per due volte (dalla 1ª alla 8ª e successivamente dalla 22ª alla 38ª), Pasquale Marino (dalla 9ª alla 21ª) e Ivo Pulga (dalla 39ªalla 42ª).

LA STAGIONE 2018/19

Il presidente Cellino sa che è arrivato il momento di allestire una squadra che possa finalmente competere almeno per i play-off promozione. Marroccu nel mercato estivo dà il meglio di se riuscendo ad ingaggiare in primis per 1,7 milioni il vice capocannoniere della precedente stagione di Serie B con 23 reti, Alfredo Donnarumma dall’Empoli. Altre pedine che si dimostreranno fondamentali saranno il portiere Alfonso, i difensori Romagnoli, Mateju, Sabelli e Cistana, i centrocampisti Tremolada e Morosini. Saranno 17 i giocatori ceduti o a fine prestito e 12 i nuovi innesti in rosa.

L’ESPERIENZA LAMPO DI DAVID SUAZO IN PANCHINA

La stagione inizia con in panchina una vecchia gloria del Cagliari di Cellino, l’honduregno, ex attaccante e allenatore dal 2015 al 2018 delle squadre giovanili rossoblu, David Suazo. Con il nuovo tecnico le cose si mettono da subito male, nelle prime tre partite la squadra consegue due pareggi ed una sconfitta. Il presidente forse si rende conto che il coach non è ancora pronto per il salto dalle giovanili ad una prima squadra ed esonera la sua scommessa.

L’ARRIVO DI EUGENIO CORINI

Nonostante il cambio di panchina equivalga ad ammettere un proprio errore, Cellino non si demoralizza e decide di affidare la guida tecnica ad una vecchia conoscenza : l’ex centrocampista cresciuto nelle giovanili bresciane Eugenio Corini. Il nuovo mister è prima di tutto un vero bresciano, nato a Bagnolo Mella distante appena 16 km dalla città, e poi ha conseguito diverse esperienze allenando in A e B squadre come Portogruaro, Crotone, Chievo Verona, Palermo e Novara.

Corini sceglie di adottare per questa squadra il modulo 4-3-1-2, una scelta indovinata perché sposa a pieno le caratteristiche tecniche dei giocatori. L’allenatore bresciano riuscirà a valorizzare al meglio quasi l’intera rosa, valorizzando giovani come Sandro Tonali, a centrocampo capace di rompere le trame di gioco avversare ed ispirare con colpi d’alta classe i compagni di squadra. Oltretutto il 18enne lodigiano ha tre le sue caratteristiche quelle di calciare le punizioni in maniera divina, motivo per cui secondo molti viene paragonato ad Andrea Pirlo.

LA DIFESA

Oltre Tonali l’allenatore crea una difesa ben organizzata, davanti alla porta difesa da Alfonso, nel quale vengono schierati come centrali Romagnoli e Gastaldello, mentre sulla fasce Sabelli e Mateju. In pratica, a parte Gastaldello, è un reparto completamente nuovo. E quando quetst’ultimo non viene schierato, Corini valorizza come centrale di difesa il giovane Cistana, proveniente dal Prato, che prima di questa esperienza veniva considerato solo nel ruolo di terzino.

IL CENTROCAMPO

A centrocampo invece i giocatori titolari sono la spina dorsale della scorsa stagione: la linea mediana è formata da Tonali, Bisoli, Ndoj e dal trequartista Spalek. L’abilità dell coach in questo caso è di riuscire a dar respiro ai quattro alternandoli in svariate circostanze, sia dall’inizio che a gara in corso con Tremolada e Morosini, questi due più trequartisti, e il mediano dall’Oglio.

Brescia torna in A
Dimitri Bisoli (Twitter)

L’ATTACCO

In attacco il duo TorregrossaDonnarumma si è trovato a meraviglia. Torregrossa sino ad oggi è autore in totale di 13 gol e 11 assist, attualmente secondo assistman della Serie B. Mentre Donnarumma è il capocannoniere incontrastato della serie cadetta, a quota 25 reti, 27 totali in stagione, e porta inoltre in dote 7 assist.

Ernesto Torregrossa (Twitter)

IL CASO DONNARUMMA

Chi pensava che l’attaccante di Torre Annunziata senza il supporto di Ciccio Caputo, suo ex compagno nella scorsa stagione empolese, non fosse in grado di replicare la mole di gol prodotta si è dovuto ricredere. In primis la sua ex squadra che ha puntato tutto su La Gumina, pagato 9 milioni e autore di sole due reti in Serie A, a fronte degli 1,7 milioni incassati per Donnarumma.

L’esultanza tipica di Alfredo Donnarumma: con dedica particolare quando con pollice e indice mima la lettera L, iniziale del nome di sua moglie Luisa.

AD9 CON LE STESSE RETI DI DI CR7

Una media gol degna di Cristiano Ronaldo, anche lui a quota 27 reti stagionali ma in 40 gare, mentre l’attaccante bresciano ha disputato 8 match in meno. Il paragone è improprio ma fa capire quanto determinante è stato il numero 9 delle rondinelle per la sua squadra. All’occorrenza Morosini si è trasformato in prima punta quando si è trattato di sostituire uno dei due attaccanti.

IL CALCIOMERCATO INVERNALE

Nel mercato invernale il direttore sportivo ha integrato la rosa con due elementi dall’esperienza consolidata come il difensore Bruno Martella dal Crotone e il centrocampista Daniele Dessena dal Cagliari. Due elementi che nella seconda fase della stagione hanno aiutato la squadra a mantenere il livello alto. Tant’è che dalla 22ª giornata, intorno ai primi di febbraio e in concomitanza con l’esordio dei due nuovi innesti, sino ad oggi il club ha conquistato la vetta della classifica e non l’ha più mollata.

Brescia Cellino Corini
(Twitter)

PRIMA VOLTA DEL CONSEGUIMENTO DELLA COPPA ALI DELLA VITTORIA

Per la quarta volta nella sua storia il Brescia vince il campionato cadetto, l’ultima volta risale al campionato 1996/97, per intenderci quello con in panchina Reja e giocatori del calibro di Pirlo, Doni, i fratelli Filippini, Diana, Bonazzoli e Adani. Tra un paio di settimane la squadra solleverà al cielo per la prima volta nella sua storia la “Coppa Ali della Vittoria“, creata da Antonio Matarrese nella stagione 2006/07.

LA STAGIONE CHE VERRÀ

Dopo 8 anni torna in Serie A, probabilmente dall’alto l’ex presidente Corioni starà esultando, come del resto tutta la tifoseria bresciana. A questo punto Cellino, per riuscire ad essere competitivo e puntare alla salvezza nel più breve tempo possibile, dovrà cercare di mantenere i suoi pezzi pregiati e integrare la rosa con pochi innesti mirati. Siamo certi che il direttore sportivo Francesco Marroccu avrà in serbo qualche altro cappello dal cilindro da tirare fuori al momento opportuno.

E chissà che un certo Mario, vissuto per molto tempo in provincia di Brescia, che di cognome fa Balotelli, non sia ingolosito dal tornare in Italia con una squadra per il quale potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento. E come nel passato ricalcare le orme di grandissimi campioni capaci di trovare una seconda giovinezza con la gloriosa maglia delle rondinelle.

Non sarà un compito facile lottare nella massima serie del campionato italiano, ma vanno fatti i complimenti a società , giocatori e tifosi per l’incredibile cavalcata verso la promozione.

Carlo Saccomando

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