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Il Nobel per la Letteratura 2020 alla poetessa americana Louise Glück

Il prestigioso riconoscimento le è stato conferito per "la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza individuale".

L’Accademia Reale Svedese ha assegnato il Nobel per la Letteratura 2020 alla poetessa statunitense Louise Glück per “la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”. 

In questa edizione il prestigioso riconoscimento torna ad essere assegnato nella “normale” modalità dopo gli scandali sessuali che nel 2018 hanno fatto saltare quell’edizione e la successiva (2019) in cui si è verificata l’insolita doppia assegnazione, la prima volta nella storia del premio, nei confronti della scrittrice polacca Olga Tokarczuk, per il 2018, e lo scrittore austriaco Peter Handke, per il 2019.

Il Nobel nell’era della pandemia ha, inevitabilmente, all’annuncio in Svezia del vincitore, un pubblico più ristretto. E la cerimonia di consegna alla Concert Hall, il 10 dicembre, giorno dell’anniversario della morte di Alfred Nobel, non potrà avere i festeggiamenti di sempre e dovrebbe essere sostituita da una trasmissione televisiva. Il montepremi è stato invece aumentato dalla Fondazione a 10 milioni di corone, più o meno 950 mila euro.

nobel letteratura Glück
Premio Nobel per la Letteratura 2020 assegnato alla poetessa Louise Glück (Twitter)

Glück, 77 anni, è nata New York e attualmente vive a Cambridge, nel Massachusetts, dove insegna inglese alla Yale University, New Haven, in Connecticut. Ha debuttato nel 1968 con Firstborn ed è stata presto riconosciuta come uno dei poeti più importanti della letteratura contemporanea americana. E’ già stata premiata con prestigiosi Premi tra cui il Pulitzer nel 1993 e il National Book Award nel 2014.

Nel 2003 è stata insignita del titolo di poeta laureata. È autrice di dodici raccolte di poesia e di alcuni volumi di saggi sulla poesia, tutti caratterizzati dalla ricerca della chiarezza. Al centro delle sue opere, l’infanzia e la vita familiare, lo stretto rapporto con genitori e fratelli.

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Nelle sue poesie affronta le illusioni del sé. La poetessa americana cerca l’universale, e in questo si ispira ai miti e ai motivi classici, presenti nella maggior parte delle sue opere. Le voci di Didone, Persefone ed Euridice – gli abbandonati, i puniti, i traditi – sono maschere di un sé in trasformazione, tanto personale quanto universalmente valido. Tra le sue raccolte, che l’hanno fatta paragonare a Emily Dickinson, ‘Il trionfo di Achille‘ (1985) e ‘Ararat‘ (1990), ‘The wild Iris‘ (1992, uscito in Italia per Giani Editore con il titolo ‘L’iris selvatico‘), ‘Averno‘ (2006, edito in Italia da Dante & Descartes) .

Vincitrice nel 1993 del Premio Pulitzer per la poesia per la sua collezione “The Wild Iris”, tra la lunga sfilza di riconoscimenti nel campo della poesia e della letteratura conseguiti in carriera spiccano il Bolligen Prize conquistato nel 2001, il Golden Plate Award consegnato dall’American Academy of Achievement (2012), il Los Angeles Times Book Prize per sua la raccolta di poesie (2012) e infine nel 2014 ha vinto il National Book Award nella poesia per “Faithful and Virtuous Night“.

Carlo Saccomando

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