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Il premio Turing va ai maestri dell’intelligenza artificiale

ROMA. Il premio Turing, considerato il Nobel per l’ informatica e finanziato da Google, quest’anno è stato assegnato a dei “maestri” che hanno rivoluzionato la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di Yoshua Bengio, dell’università canadese di Montreal e direttore scientifico del Mila (Montreal Institute for Learning Algorithms), che ha diviso il premio da un milione di dollari con Geoffrey Hinton, professore emerito dell’Università di Toronto e consulente di Google, e and Yann LeCun, della New York University e responsabile della ricerca sull’intelligenza artificiale di Facebook. I tre sono stati considerati dei veri e propri pionieri, in grado di aprire la strada alle prime applicazioni pratiche nel settore dell’IA, dalla robotica all’analisi dei cambiamenti climatici alla diagnosi delle malattie

Sebbene abbiano lavorato in modo indipendente, si sono continuamente confrontati e insieme hanno preparato la strada che oggi ha portato a riconoscere i vantaggi dell’apprendimento delle macchine. Riconoscimento del linguaggio e visione artificiale sono state fra le ricadute principali del loro lavoro. Spento l’entusiasmo degli anni ’80 per le reti neurali, Bengio, Hinton e LeCun e nonostante lo scetticismo dei loro colleghi, non si sono arresi e hanno continuato a lavorare in questa direzione finché all’inizio degli anni 2000 le loro idee si sono dimostrate vincenti.

Silvio Micali (Wikipedia)

L’A.M. Turing Award, o premio Turing, è un riconoscimento assegnato annualmente dalla Association for Computing Machinery, ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica offerti alla comunità informatica, in particolare per progressi che siano duraturi e di elevata importanza tecnica. Il premio viene spesso anche chiamato “premio Nobel dell’informatica” ed è intitolato al matematico inglese Alan Mathison Turing. Oltre all’importante riconoscimento il vincitore riceve un premio in denaro pari a un milione di dollari. Il primo e unico italiano a conseguire questo traguardo è stato nel 2012 l’informatico Silvio Micali, insieme alla collega statunitense Shafi Goldwasser, per i contributi che hanno permesso di gettare le basi della teoria della complessità nel campo della crittografia e per aver sperimentato nuovi metodi per la verifica efficiente di dimostrazioni matematiche nel campo della teoria della complessità.

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