• PIANETA ANIMALI

Immagini shock in Uk: maiali destinati a Lidl uccisi a martellate

Animal Equality, in collaborazione con il Times, ha pubblicato le immagini raccapriccianti raccolte da un reporter sotto copertura in un allevamento britannico di un leader dell’industria suinicola scozzese

Quest’oggi Animal Equality, una tra le principali organizzazioni internazionali per la protezione degli animali, ha rilasciato in collaborazione con il quotidiano The Times un video e alcune immagini relative a una nuova inchiesta che fa luce sulla condizione dei maiali negli allevamenti intensivi.

Immagini di un’atrocità tale da avere lo stesso effetto di un potente pugno nello stomaco e che abbiamo deciso di mostrare solo in parte per rispetto nei confronti dei lettori e della loro sensibilità. Non è eccessivo definirle raccapriccianti, orripilanti, tremende, scioccanti, dolorose, raggelanti, sanguinolente, orrende, mostruose, sconcertanti, terribili, agghiaccianti e soprattutto ‘disumane’ perché come suggerisce l’etimologia di questo aggettivo colui il quale compie questi atti atroci non conserva più nulla di ciò è degno di essere definito ‘umano’.

Il reportage è stato realizzato da un investigatore sotto copertura che ha prestato servizio in un allevamento intensivo riprendendo numerose scene di violazioni legali e atti di crudeltà nei confronti dei maiali, le cui carni dopo essere state macellate vengono vendute a grandi catene di supermercati come Lidl, Tesco e Marks & Spencer e commercializzati anche a livello internazionale.

Le immagini shock che documentano i maltrattamenti nei confronti dei maiali (Animal Equality)
Le immagini shock che documentano i maltrattamenti nei confronti dei maiali (Animal Equality)

L’allevamento ‘lager’ di Philip Sleigh

In una tra le scene più impressionanti del filmato, che è possibile vedere per intero su YouTube al link https://youtu.be/hLgVdiCBmAM, si vede un operaio che uccide a martellate i maiali – alcuni dei quali in tenerissima età – sostenendo che questo metodo “va bene come qualsiasi proiettile“. In un caso addirittura un lavoratore sale sul collo di un maialino mentre lo sta uccidendo a colpi di martello. E non nemmeno raro vedere animali in fin di vita dimenarsi a terra per i numerosi colpi ricevuti alla testa.

In quelli che potremmo definire dei veri e propri ‘lager per animali’ è pratica usuale vedere scrofe con vulve lacerate e prolassi gravi, causate da mesi o anni di fecondazione forzata, tali da provocare sporgenze dolorosa dell’utero o degli organi interni al di fuori del corpo. Per non parlare dei maialini ai quali viene tagliata la coda o rimossi i denti con una pinza senza alcuna anestesia o anestetico, causando così a molti di loro lo sviluppo di infezioni debilitanti.

Senza dimenticare che la maggior parte di questi poveri animali è costretta a vivere in condizioni igienico sanitarie precarie, inondati di feci e acqua stagnante, senza accesso a una lettiera asciutta, in gabbie di metallo talmente piccole da non permettere alle scrofe di girarsi o di accudire i cuccioli dopo il parto. Luoghi che i lavoratori definiscono come il “buco nero”.

Dopo il reportage l’allevamento è stato rimosso dal programma di garanzia Quality Meat Scotland (QMS)

Il proprietario dell’allevamento in questione è Philip Sleigh, con 30 anni di esperienza nel settore ed ex presidente dell’associazione di categoria degli allevatori di maiali scozzesi. Spesso portavoce dei produttori, Sleigh si era lamentato più volte delle normative ambientali e di benessere animale esistenti e di quelle proposte dalle organizzazioni non governative, citando ‘apparenti svantaggi competitivi e le conseguenti implicazioni finanziarie‘.

I maiali allevati nel suo allevamento vengono destinati al macello di proprietà di Pilgrim’s Pride, che beneficia di sovvenzioni governative e macella fino a 400.000 maiali destinati al mercato britannico e internazionale. Pigrim’s Pride è una tra le più grandi aziende alimentari al mondo, controllata a maggioranza dal colosso brasiliano JBS, al centro di numerosi scandali degni di nota nella storia recente.

In un rapporto presentato qualche tempo fa al Parlamento britannico si era lamentato anche dell’obbligo di abbandonare l’uso delle gabbie da gestazione per le scrofe – gabbie altamente restrittive e controverse, sviluppate dall’industria per mantenere bassi i costi restringendo in modo estremo lo spazio per gli animali. Animal Equality in passato ha più volte dimostrato una serie di violazioni legali nei suoi allevamenti, ma Sleigh aveva sempre affermato “di farsene beffa“.

Nonostante il suo atteggiamento ostile l’imprenditore ha dovuto ricredersi: dopo il rilascio di queste immagini il suo allevamento è stato rimosso dal programma di garanzia Quality Meat Scotland (QMS) e, dopo sette anni di servizio, Philip Sleigh – che solo poche settimane fa era stato nominato presidente del QMS Pig Standards Setting Committee – è stato immediatamente allontanato dal consiglio di amministrazione.

Tags

Articoli correlati